I media tifano per Obama? E' probabile, dice il politologo Larry Sabato. Ma forse è un vantaggio per McCain
L'articolo di Barack Obama sull'Iraq andava bene ed è stato
pubblicato, quello di John McCain no. Dopo che il candidato repubblicano alla Casa Bianca
si è visto respingere un suo
intervento sul conflitto mediorientale dal
New York Times, dal campo conservatore è ripartita la vecchia accusa contro i grandi media
statunitensi, per la presunta mancanza di imparzialità a favore dei democratici.

Il responsabile della sezione editoriali del
Times, David Shipley, ha ribattuto spiegando che il pezzo di McCain non forniva spiegazioni
su come attuare il suo piano per l'Iraq, aggiungendo di essere pronto a pubblicarlo
se questo venisse rivisto secondo i requisiti del giornale. D'altronde, nelle
primarie repubblicane il
Times aveva appoggiato apertamente McCain. Ma ciò non è bastato ai repubblicani –
anche perché Shipley ha lavorato nell'amministrazione Clinton come
ghost writer per il presidente.
Per Larry Sabato, direttore del Center for politics alla University of Virginia e attento osservatore del panorama elettorale negli Usa, si tratta di un film
già visto. “Non mi sorprende. Uno studio molto valido sui media americani più
in vista ha mostrato che circa l'80 percento (tra direttori, produttori, giornalisti
di stampa e televisione) è progressista e vota democratico”, dice.
Ma a parte gli editoriali e le scelte di campo, questo influenza anche i normali
articoli?
Per quanto i veri professionisti cerchino di tenere isolate le due cose, è inevitabile
che la personale visione del mondo degli operatori dei media faccia capolino in
alcuni articoli.
Lo stesso discorso vale per la televisione?
In tv è diverso, il giornalismo di opinione è sempre più dominante. Ci sono emittenti
apertamente schierate, con la Msnbc ben a sinistra e la Fox ben a destra in molti
dei loro programmi. Sotto certi punti di vista, essere così platealmente onesti
è forse meglio.
Ma le tendenze dei media hanno davvero la capacità di spostare consensi?
Gli elettori non sono contenitori vuoti in cui versare opinioni ma inevitabilmente,
nel tempo, una presentazione tendenziosa delle notizie ha un effetto. In particolare,
l'effetto maggiore si ha sui cosiddetti elettori indipendenti, non sono legati
ai partiti politici, e spesso decisivi nelle elezioni.
E se questa diatriba con il Times aiutasse McCain?
E' possibile. McCain ha avuto dei problemi con la sua base conservatrice. Ma
niente compatta la base come le accuse di tendenziosità alla stampa, è come gettare
carne viva agli attivisti. Quindi un vantaggio marginale per McCain potrebbe esserci.