28/07/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



I media tifano per Obama? E' probabile, dice il politologo Larry Sabato. Ma forse è un vantaggio per McCain
L'articolo di Barack Obama sull'Iraq andava bene ed è stato pubblicato, quello di John McCain no. Dopo che il candidato repubblicano alla Casa Bianca si è visto respingere un suo intervento sul conflitto mediorientale dal New York Times, dal campo conservatore è ripartita la vecchia accusa contro i grandi media statunitensi, per la presunta mancanza di imparzialità a favore dei democratici.

Il responsabile della sezione editoriali del Times, David Shipley, ha ribattuto spiegando che il pezzo di McCain non forniva spiegazioni su come attuare il suo piano per l'Iraq, aggiungendo di essere pronto a pubblicarlo se questo venisse rivisto secondo i requisiti del giornale. D'altronde, nelle primarie repubblicane il Times aveva appoggiato apertamente McCain. Ma ciò non è bastato ai repubblicani – anche perché Shipley ha lavorato nell'amministrazione Clinton come ghost writer per il presidente.

Per Larry Sabato, direttore del Center for politics alla University of Virginia e attento osservatore del panorama elettorale negli Usa, si tratta di un film già visto. “Non mi sorprende. Uno studio molto valido sui media americani più in vista ha mostrato che circa l'80 percento (tra direttori, produttori, giornalisti di stampa e televisione) è progressista e vota democratico”, dice.

Ma a parte gli editoriali e le scelte di campo, questo influenza anche i normali articoli?
Per quanto i veri professionisti cerchino di tenere isolate le due cose, è inevitabile che la personale visione del mondo degli operatori dei media faccia capolino in alcuni articoli.

Lo stesso discorso vale per la televisione?
In tv è diverso, il giornalismo di opinione è sempre più dominante. Ci sono emittenti apertamente schierate, con la Msnbc ben a sinistra e la Fox ben a destra in molti dei loro programmi. Sotto certi punti di vista, essere così platealmente onesti è forse meglio.

Ma le tendenze dei media hanno davvero la capacità di spostare consensi?
Gli elettori non sono contenitori vuoti in cui versare opinioni ma inevitabilmente, nel tempo, una presentazione tendenziosa delle notizie ha un effetto. In particolare, l'effetto maggiore si ha sui cosiddetti elettori indipendenti, non sono legati ai partiti politici, e spesso decisivi nelle elezioni.

E se questa diatriba con il Times aiutasse McCain?
E' possibile. McCain ha avuto dei problemi con la sua base conservatrice. Ma niente compatta la base come le accuse di tendenziosità alla stampa, è come gettare carne viva agli attivisti. Quindi un vantaggio marginale per McCain potrebbe esserci.
 

Alessandro Ursic

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