23/07/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



Manifestazioni per l'autonomia a Santa CruzIl Tribunale Costituzionale (Tc) boliviano ha bloccato il referendum revocatorio proposto dal governo di Evo Morales che si sarebbe dovuto svolgere il 10 agosto prossimo.
Il referendum avrebbe dovuto decidere se il mandato di Morales, quello del suo vicepresidente Alvaro Garcia e quello dei governatori delle regioni del Paese, si sarebbe dovuto interrompere o meno.
Era stato lo stesso presidente Morales, durante il mese di maggio, a far conoscere le sue intenzioni: rimandare al giudizio popolare la prospettiva di continuare con la carica presidenziale. “Il popolo non ha solo il diritto e il dovere di eleggere i suoi rappresentanti ma anche il diritto di revocarne il mandato se questi non rispondono alle aspettative popolari” ha detto e ribadito più volte Evo Morales.
 
Evo Morales presidente della BoliviaMa la decisione del Tc potrebbe scatenare un terremoto nella già traballante politica boliviana. Morales attacca Silvia Salame unico magistrato del Tc (che dovrebbe essere composto da cinque magistrati ma gli altri quattro hanno rinunciato all'incarico) a aver preso la decisione e ha fatto sapere che probabilmente la quereleranno: secondo il governo queste decisioni non possono essere prese in solitaria ma con il Tc al completo.
L'opposizione, e con lei tutti i governatori delle regioni boliviane, che da mesi combattono contro il governo per avere più autonomia, dice che il referendum voluto dal presidente sarebbe stato incostituzionale. Secondo il deputato Arturo Murillo la costituzione boliviana non riconosce il meccanismo del referendum revocatorio del mandato presidenziale. Insomma la battaglia politica sembra essere nel pieno della sua intensità e per il momento ad avere la meglio sembrano essere le forze legate all'opposizione a Morales.