22/07/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



Elvira Mujcic, la scrittrice bosniaca, tra Srebrenica e l'arresto di Karadzic
La notizia dell'arresto di Radovan Karadzic ha suscitato, in tutti quelli che vogliono giustizia, un moto di gioia. Molti sono ancora coloro che lo difendono. Quello che ha accomunato tutti, di fronte alle immagini dell'ex leader dei serbi di Bosnia, è la sorpresa. Ma c'è qualcuno che, per quello che Karadzic ha fatto, vive questo cme un giorno dal sapore particolare.
Elvira Mujcic, giovane scrittrice bosniaca, con il suo Al di là del caos è riuscita a rendere, senza luoghi comuni e retorica, un concetto profondo: le guerre lasciano segni indelebili, anche su coloro che sopravvivono. Nel suo caso all'orrore di Srebrenica. Un intervento di Elvira Mujcic per commentare l'arresto di Karadzic.

elvira mujcic, a una presentazione del suo libroAll'istintiva gioia per l'arresto di un criminale di guerra si aggiungono anche molti quesiti, che attualmente non è possibile risolvere.
Naturalmente l'arresto è una manovra politica, come del resto lo è tutto quanto accade nei Balcani in questi anni. Ancora molte cose devono essere chiarite, come ad esempio il fatto che il criminale di guerra più ricercato potesse vivere e lavorare nella capitale serba e il fatto che sia stato preso, non chissà dove, bensì su un qualsiasi autobus cittadino.

Ma nonostante questo, il passo compiuto oggi può essere di grande utilità per far sì che i Balcani escano dal loro personale Medioevo, iniziato alla fine degli anni Ottanta. Il progressivo riconoscimento di criminali può aiutare il processo di smitizzazione, perché purtroppo questi personaggi nel corso di questi anni intrisi di nazionalismo sono stati eletti a eroi. Io spero che questo arresto sia solo un primo passo, non solo per l'entrata della Serbia in Europa, ma soprattutto per la costruzione di democrazie vere nei paesi della ex-Jugoslavia e per un reale avvio verso l'uscita di questo dopoguerra che dura da più di un decennio.

Elvira Mujcic