22/07/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



Cuba, ufficializzata la nascita di un nuovo partito politico d'opposizione: Arco Progresista
Nasce a Cuba, dalla fusione di tre movimenti d'opposizione esistenti da tempo, una formazione politica unita che potrebbe divenire la spina nel fianco del governo di Raul Castro: il partito Arco Progresista.
Il dibattito nelle aule parlamentari dell'Havana potrebbe ben presto non essere più lo stesso.

Il leader di Arco Progresista, Manuel Cuesta MoruaI fatti. Tre movimenti politici d'opposizione, Corriente Socialista democratica, Partide del Pueblo e Coordinadora Socialdemocratica en Exilio (movimento di Miami), dopo la loro prima convencion tenutasi nella capitale dell'isola, si sono fusi e hanno creato un partito d'ispirazione socialdemocratica che potrebbe diventare la vera novità della futura politica dell'isola, atrofizzata da decenni di monopartitismo. Arco progressista ha molti padri. Sono circa cinquanta, infatti, i fondatori del partito che, secondo le notizie che giungono dall'isola, avrebbe già più di quattrocento sostenitori ufficiali e chissà quanti in giro per il Paese. Ma non è certo una novità. L'idea di una nuova formazione politica nasce da lontano anche se vede la luce solo oggi che le cose a Cuba stanno pian piano cambiando: sono anni, infatti, che Arco Progresista, cavalca le scene dalla politica nazionale come voce critica. Ma adesso l'idea è diventata realtà. Arco Progressista è orgoglioso della sua autonomia e il suo leader, Manuel Cuesta Morua, ci tiene a precisare: “Siamo assolutamente contrari al bloqueo imposto dagli Usa e confermiamo che nemmeno un dollaro di finanziamento arriverà nelle nostre casse da Washington”.
 
Oggi a aCuba tutti possono avere un cellulareDall'isola e dall'Europa. “Il nostro è un partito di sinistra che ha come obbiettivo principale quello di traghettare Cuba verso la democrazia e normalizzi il Paese davanti alla comunità internazionale” racconta al telefono con Peacereporter il leader del Partito Manuel Cuesta Morùa. “Vogliamo che tutto questo avvenga in modo assolutamente pacifico – aggiunge il numero uno dell'Arco - e per questo abbiamo creato nuclei popolari che all'interno dei quartieri spieghino cosa vogliamo. Insomma vorremmo che la partecipazione popolare fosse al centro della nuova Cuba”.
“Quello appena nato è un partito democratico che si ispira ai partiti dell'area socialdemocratica europei” racconta Dirk Van den Broeck, rappresentante per l'Europa di Arco Progresista. “Abbiamo idee chiare su come dovrà avvenire il cambio nell'isola: non siamo fra quelli che vogliono un terremoto. Vogliamo che il cambio verso una democrazia vera avvenga in modo lineare seguendo il processo che si è aperto da qualche tempo a questa parte”.

Manifestazione filocastristaCambiano i tempi. Sembrava impossibile fino a qualche anno fa che un partito d'opposizione, anche se moderato e d'ispirazione socialista, potesse celebrare il suo congresso fondativo senza problema alcuno. E anche in quest'occasione alcuni ben informati hanno fatto sapere che le forze di sicurezza cubane hanno tentato in qualche modo di compromettere il regolare svolgimento del congresso, sequestrando documenti ai delegati delle provincie orientali in viaggio verso l'Havana e cercando la provocazione. In più, ad alcuni europarlamentari invitati al congresso le autorità cubane hanno rifiutato il visto d'ingresso. Ma tutto questo non è bastato a bloccare la nascita definitiva del nuovo partito che ben presto potrebbe trasformarsi nell'alternativa politica più concreta allo strapotere di Castro.

Josè Martì, poeta Ostacolati ma non troppo. Se è vero che alcune provocazioni da parte della polizia cubana sono state confermate è altresì vero che gli ostacoli al nuovo partito non sono così forti come si possa pensare. “Effettivamente ci hanno ostacolato però con un certo rispetto e con cortesia” racconta Denia Rodriguez del Toro, presidente del Partido del Pueblo attuale vicepresidente di Arco Progresista che aggiunge: “Sembra che le autorità tengano conto del fatto che il nostro è un partito dalla linea moderata”. E questo accade, forse, per le posizioni del movimento contro la politica statunitense nei confronti di Cuba, che garantisce al partito di non essere giudicato “mercenario”.
“In passato abbiamo dedicato troppa attenzione a problemi secondari legati quasi esclusivamente alla libertà politica. Forse non eravamo ancora pronti per questo”.
E c'è già chi prevede che l'obbiettivo principale di Arco Progresista sia quello di raggiungere quel 10 percento di popolazione che alle elezioni non ha votato la linea governativa.

Alessandro Grandi

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