stampa
invia
A riportare la notizia è il
quotidiano degli Emirati Arabi Uniti Al Bayan. Barghouti,
quarantanovenne alto esponente di Fatah, sconta cinque ergastoli in
un carcere israeliano per l'uccisione di civili e militari israeliani
all'inizio della seconda intifada. Israele aveva sempre escluso la
possibilità di rilasciare detenuti “con le mani
insanguinate”, tuttavia, la liberazione del leader di Fatah, che ha
la reputazione di essere un politico di grande spessore, potrebbe
restituire sostegno popolare all'Autorità Palestinese e
introdurre nell'arena politica una potenziale alternativa ad Abu
Mazen e Salam Fayyad. Al Bayan sostiene che la nuova lista israeliana
comprenderebbe 300 nomi, tra cui anche quelli di alcuni deputati di
Hamas, come Ibrahim Hamad e Hassan Salame Abdullah Barghouti. Secondo
la fonte, le autorità israeliane avrebbero escluso la
possibilità di rilasciare il capo del Fronte Popolare per la
Liberazione della Palestina, Ahmad Sadat. Al Bayan cita alcune fonti
egiziane, che sarebbero bene informate proprio perché è
al Cairo che avviene la mediazione tra Israele e Hamas. Le stesse,
però, si dicono preoccupate che l'accordo possa essere
boicottato da più parti.
Secondo l'ex presidente Usa Jimmy
Carter, Hamas vedrebbe con favore il rilascio dei suoi deputati,
molti dei quali sono stati arrestati negli ultimi due anni dalle
forze israeliane. La mossa potrebbe velocizzare le trattative per il
rilascio di Shalit, lo sostiene anche il leader dello Shas, il
partito ultraortodosso israeliano. D'altro canto, però, la
campagna di pressione per delegittimare il ruolo politico di Hamas,
che controlla la Striscia di Gaza da oltre un anno, non si ferma.
Lunedì all'alba reparti dell'esercito israeliano sono entrati
a Nablus, in Cisgiordania, e hanno arrestato 20 sospetti attivisti
del gruppo islamico, tra i quali anche la parlamentare di Hamas Muna
Mansour. La donna già un anno fa denunciava la campagna di
arresti ai danni degli attivisti di Hamas. Accusava Israele, ma anche
il governo di Abu Mazen per la rimozione dei funzionari di governo
legati al partito islamico.
L'accordo raggiunto fin'ora prevede
inizialmente il rilascio di alcune decine di prigionieri palestinesi,
tra cui anche i parlamentari e i ministri di Hamas arrestati. In
cambio Shalit verrà trasferito in Egitto, dove potrà
incontrare la famiglia. Seguirà la scarcerazione di altri
detenuti - Hamas chiede il rilascio di tutte le donne e i bambini
prigionieri - e infine la liberazione del caporale israeliano. “Non
c'è nulla di nuovo su Shalit” ha detto lunedì alla
stampa il leader di Hamas, Ismail Haniyeh, ma, al di là della
sua cautela, è chiaro che i tempi si stringono e le trattative
sono ferventi. Ci tiene molto Olmert, che cerca di portare a casa
risultati positivi mentre si moltiplicano i suoi guai giudiziari, e
anche il ministro della Difesa Ehud Barak, che lunedì ha
ricordato come sia “importante sfruttare la tregua per spingere
verso un accordo per Shalit”. Il cessate il fuoco iniziato tra
Hamas e Israele lo scorso 24 giugno regge ancora, nonostante la
caccia agli uomini del partito islamico in Cisgiordania non si sia
fermata. Secondo fonti diplomatiche citate da Adn Kronos però,
in questo momento Hamas sarebbe più interessato a trattenere
Shalit come garanzia per il mantenimento della tregua.Naoki Tomasini