Per la prima volta nella storia il
Nepal ha eletto oggi il suo presidente. Lo ha fatto l'assemblea
costituente, eletta dopo l'abolizione della monarchia il 28 maggio
scorso. La più alta carica dello Stato è andata a Ram
Baran Yadav, che ha ottenuto 308 voti su 590.

Yadav, anti-maoista, era il candidato
sostenuto dal Partito del Congresso, di centro, e ha sconfitto il
candidato indipendente maoista, Ramraja Prasad Singh, che ha ricevuto
invece 282 voti. Sebbene la presidenza sia una carica più che
altro rappresentativa e prettamente cerimoniale, gli ex ribelli
maoisti avevano minacciato la loro opposizione nella formazione del
primo governo repubblicano in caso di sconfitta del loro candidato. I
maoisti hanno infatti largamente vinto le elezioni.
La scelta del presidente è,
però, un passo fondamentale per la fine di settimane di stallo
politico dopo che l'assemblea costituente aveva estromesso
l'impopolare Re Gyanendra e messo fine a 240 anni di monarchia. Le
ultime dichiarazioni dei maoisti, rappresentati dal leader della
guerriglia maoista, Prachanda, fanno pensare che la crisi politica
sia lontana dall'essere risolta. Un primo turno delle votazioni si
era tenuto sabato scorso, ma nessuno dei due candidati aveva ottenuto
il quorum necessario di 298 voti.