E' stato un fine settimana di duri scontri tra le forze del governo e i ribelli
dell'area del Baluchistan. Si parla di un bilancio, aggiornato ora dopo ora, di
43 morti: 33 guerriglieri, 9 uomini appartenenti ai Frontier Corps e un ingegnere
della Pakistan Petroleum Limited.

Sabato scorso i ribelli hanno attaccato un convoglio delle guardie di frontiera,
nei pressi di Uch. Nel conflitto a fuoco che ne è seguito, due comandati dei ribelli
sono morti. Contemporaneamente, i guerriglieri hanno sabotato la centrale elettrica
principale, facendo saltare in aria due piloni portanti Le operazioni di polizia
hanno portato al recupero di 15 kg di esplosivo, di otto razzi e di un gran numero
di munizioni. La risposta del governo non si è fatta attendere e ha lanciato un'offensiva
su larga scala, smantellando due campi dei ribelli nel distretto di Dera Bugti.
Trenta ribelli sono stati arrestati e trasferiti a Quetta per essere interrogati.
La situazione nel distretto di Dera Bugti ha visto una brusca impennata di violenza
ed è stato proclamato lo stato di "massima allerta" a Naseerabad, Jaffarabad e
Jhal Magsi. Nell'area del Baluchistan si trovano i più grandi giacimenti di gas
naturale del paese. I ribelli lottano per vedersi riconosciuti maggiori diritti
politici e per avere una partecipazione negli utili derivanti dallo sfruttamento
delle risorse. Nel distretto di Dera Bugti, aveva base anche il leader dei baluchi
Nawab Akbar Bugti, che rimase ucciso nel 2006 nel corso di un'altra operazione
militare. Da quando sono iniziate le attività di resistenza, nel 2004, centinaia
di persone hanno perso la vita. Un calo di tensione si era avuto in seguito alla
morte Nawab Akbar Bugti. Mercoledì scorso un'esplosione nel villaggio di Mastung
ha provocato il ferimento di 14 persone. Quetta, la capitale amministrativa della
regione, ha annunciato che continuerà le operazioni per sradicare i ribelli.