21/07/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



I cittadini affetti da nanismo chiedono più diritti e pari opportunità
Discriminati dalla società, chiedono un incontro al capo dello stato: sono un gruppo di cittadini uruguayani affetti da nanismo, che nei giorni scorsi hanno chiesto udienza al presidente Tabarez Vasquez.

I fatti. Si sono prima riuniti in un'associazione chiamata Grupo Enanista e poi hanno chiesto rispetto per la loro condizione. Pochi giorni fa, inoltre, si sono radunati e presentati alla commissione di Legislacion Laboral de Diputados avanzando richieste e proposte. Due su tutte: una quota di assunzioni per il settore pubblico e facilitazioni fiscali per quelle aziende che intendano assumere personale affetto da nanismo (malattia che in Uruguay colpisce un neonato su 20mila).
Di fatto l'assemblea sembra aver recepito bene le richieste del Grupo Enanista tanto da promettere di analizzare il tema a fondo e quanto prima in modo che, come dice uno dei rappresentanti dell'associazione “essere nani in questo Paese non sia una condanna”

Problemi. Difficoltà nel trovare un lavoro serio e stabile e la diffidenza della gente sembrano essere i principali problemi degli affetti da nanismo. “Da sempre ci fanno lavorare per intrattenere bambini e adulti in programmi televisivi comici o al circo. Mai ci prendono sul serio”, racconta dalle pagine di El Pais, importante quotidiano dell'Uruguay, Hugo Pereyra.
Ma, la cosa che maggiormente interessa al Grupo Enanista è che si prendano al più presto misure legali specifiche che riducano la discriminazione nei confronti di questa parte della popolazione affetta da una malattia che impedisce lo sviluppo di una vita produttiva. Inoltre, la maggioranza dei nani d'Uruguay (circa 170) cerca soluzioni per districarsi nel modo migliore possibile in una società pensata per le persone alte dove anche frequentare un bagno pubblico, una cabina del telefono o un mezzo di trasporto pubblico può diventare un problema serio.

Alessandro Grandi

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