scritto per noi da
Attilio de Castris
Sono passati cinque anni da quando le
truppe della Coalizione guidata dagli Stati Uniti hanno invaso
l'Iraq. Il Paese è meno sicuro e più diviso di allora.
Un milione di civili sono morti e tutte, ma proprio tutte, le bugie
che servirono a creare un paravento che nascondesse agli occhi
dell'opinione pubblica le inconfessabili motivazioni dell'invasione
sono svelate.

Magra consolazione: la fine della
menzogna non riporterà in vita i civili iracheni morti. Ne
restituirà loro la luce un Iraq allineato all'Occidente. Un
senso d'impotenza e rabbia percorre tutti coloro che guardano
all'antica Mesopotamia e alle rovine attuali. Una rabbia alla quale
Hamza Piccardo risponde con una speranza, rappresentata dalla fede e
dalla giustizia, che si riuniscono dopo la scissione nelle varie
religioni, confessioni e sette.
Miracolo a Baghdad, impreziosito
da interventi di Tariq Ramadan e Franco Cardini, racconta la storia
di un derviscio, simbolo della congregazione dei sufi, monaci
portatori di un messaggio ascetico di vita oltre la vita, di
levitazione dell'anima, che giungono attraverso la rotazione su se
stessi in un luogo dove la violenza, la paura, l'avidità non
hanno senso alcuno. A lui è affidata la missione somma:
riunire attorno al suo messaggio di pace tutte le confessioni e le
genti, sulla testa dei potenti. Almeno di quelli non illuminati.

Una storia a metà strada tra la
fantapolitica e la favola, tra la religione e la politica. La storia
del viaggio di un messaggero che arriva fin nel cuore di Baghdad, in
quella Zona Verde un tempo fortilizio degli sgherri di Saddam e oggi
cittadella dei nuovi padroni dell'Iraq. Con gli iracheni chiusi
fuori, oggi come ai tempi del
rais.
Uno stile che Piccardo, già nel
libro precedente Il puzzle del Derviscio, aveva
utilizzato con ottimi risultati. I destini del mondo affidati a un
derviscio, un 'poverello di Dio', uno degli ultimi, almeno nelle
classifiche delle società contemporanee. Da burattino a
burattinaio, comincia a tirare le fila di un grande gioco che finisce
per coinvolgere Mandela e Chavez, Nasrallah e l'Onu e così
via.
Una sorta di
mandato mondiale a porre fine alle divisioni, etniche e religiose,
create ad arte per meglio impadronirsi delle risorse dell'Iraq. E ci
riuscirà, compattando il popolo iracheno, svelando così
l'ultima, più grande bugia.