08/03/2004versione stampabilestampainvia paginainvia



Due donne sfidano paura e tradizioni bonificando da sole il loro villaggio

Donna afganaNasreen ha quarant’anni. Khairulnisah ne ha cinquanta. Nel loro povero villaggio di contadini nel nord dell’Afghanistan, Haji Bai Nazar, queste due donne sono diventate una leggenda.

Durante i bombardamenti americani dell’inverno 2001 questa zona, controllata dai talebani, fu martellata senza tregua. Alla fine della guerra sul terreno rimasero centinaia di piccoli e micidiali ordigni inesplosi rilasciati dalle famigerate bombe a frammentazione.

“Ce n’erano tantissime, nei campi fuori dal villaggio e nelle strade, tra le case - racconta Khairulnisah. Solo nel mio cortile ce n’erano una decina. Sapevamo che quei piccoli cilindri gialli erano molto pericolosi, quindi nessuno li ha toccati per parecchio tempo. Semplicemente stavamo attenti a non calpestarli. Ma un giorno due bambini del villaggio ne hanno raccolto uno e hanno cominciato a giocarci. L’esplosione li ha dilaniati.”

“Temevo potesse succedere anche ai miei figli - ricorda Nasreen. Così, io e la mia amica abbiamo deciso di rimboccarci le maniche e ripulire il villaggio. In pochi giorni abbiamo raccolto una settantina di bombe. Di notte le portavamo fuori dal villaggio, in una buca profonda che avevamo scavato, e lì le facevamo esplodere”.

Il coraggio di queste due donne destò un grande scalpore nel villaggio. Molti le ritenevano delle pazze. Inizialmente gli uomini, che da queste parti non vedono di buon occhio che le donne prendano iniziative e facciano di testa loro, giudicavano oltraggioso il loro comportamento.

Ma quando le strade e i campi di Haji Bai Nazar tornarono ad essere sicuri grazie a queste due donne, tutti riconobbero il coraggio di Nasreen e Khairulnisah, che da allora sono divetate due eroine locali.

Cluster bomb L’uso delle bombe a frammentazione, o cluster bomb, è bandito dai trattati internazionali in quanto considerate alla stregua di mine anti-uomo, che colpiscono dunque la popolazione civile.

Questi ordigni, delle dimensioni di una lattina, sono contenuti in testate che si aprono prima di toccare terra, e che dunque li spargono su una vasta area, in maniera del tutto casuale. Nulla di più lontano dalle bombe intelligenti. In media, e non per un difetto di fabbricazione, circa la metà di queste bombe non esplodono con l’impatto al suolo, giacendo inesplose finché qualcuno non le tocca.

Sono di colore giallo acceso, lo stesso delle razioni umanitarie sganciate dall’aviazione Usa. Per questo sono i bambini, attirati dal colore di qualcosa associato al cibo, le vittime principali di questi oggetti.

Enrico Piovesana


 

Categoria: Donne, Armi
Luogo: Afghanistan
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