18/07/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



Argentina, sconfitta al Senato per la Kirchner si prospetta un periodo di governo molto difficile
L'esecutivo di Cristina Fernadez Kirchner è in seria difficoltà dopo essere andato sotto al Senato grazie al voto contrario del vicepresidente Julio Cobos che di fatto ha bocciato la legge sulle tasse alle esportazioni. Felici le associazioni degli agricoltori che in questo modo guadagno potere nei confronti del governo e avanzano richieste. Su tutte quella di formare un tavolo agricolo nazionale.

Cristina FernandezI fatti. “Mai nella storia del Paese era successa una cosa simile” racconta Alfredo Somoza, presidente dell'Icei (Istituto cooperazione economica internazionale). “In Argentina vige un sistema presidenziale puro, equivalente a quello degli Usa,- continua Somoza - e per la prima volta è successo che il governo non avesse i voti in Parlamento per far approvare una legge”. Il vice presidente della Repubblica Julio Cobos, che è anche presidente del Senato, è stato il vero ago della bilancia. “Cobos non ha votato a favore della legge e considerando che il risultato della votazione aveva fatto emergere un pareggio, il suo voto contrario ha fatto saltare tutto”.
Quindi, a poco più di otto mesi dall'elezione alla presidenza della peronista Cristina Fernandez Kirchner, l'idillio politico con il radicale Cobos sembra essersi definitivamente incrinato.

Fine dell'idillio politico fra la Fernadez e CobosVotazione shock. “Il governo esce molto colpito da questa votazione” aggiunge il presidente dell'Icei che continua: “Nessuno mai si sarebbe potuto immaginare che l'esecutivo inciampasse su un problema di questo tipo cioè sull'incapacità dimostrata di non saper negoziare. Nessun conflitto sociale in nessuna parte del mondo si risolva in cento giorni. L'esecutivo ha inviato alle camere questa legge molto discussa e molto discutibile dopo soli cento giorni in cui non vi è stata la possibilità di negoziare”. Quindi ancor prima di essere sconfitto dalla votazione del Senato il governo argentino ha dimostrato un'assoluta incapacità di negoziazione dovuta anche al fatto che la Fernandez, nonostante abbia i numeri per governate in tranquillità sia ancora molto attaccata alle decisioni del marito, ex presidente della Repubblica (anche se sono molti quelli che sostengono che non sia proprio un ex...), e attuale presidente del partito che sembra aver chiesto in passato la conferma del gabinetto che con lui collaborava.

Ex presidente DualdeIl futuro. “Ormai sembra che per prima cosa si debba risolvere la questione personale fra la presidenza e la vice presidenza della Repubblica” dice Somoza. “E le premesse non sono del tutto positive se si considera che la Kirchner ha dato del traditore a Cobos e che Cobos ha già fatto sapere che non si dimetterà. Nella vicenda poi esistono dei paradossi perché se la presidente dovesse saltare a ricoprire quella carica subentrerebbe il vice, cioè Cobos”. Un'amministrazione alla frutta che non ha ragionato su quanto sia impopolare e deleterio alzare o aggiungere tasse a una categoria di produttori che può spaccare in due il Paese.
E l'unico che potrebbe godere della situazione, in questo momento molto complessa, è l'ex presidente Duale, che in molti indicano come il vero manovratore delle proteste “quello che ha gettato benzina sul fuoco nei 100 giorni di proteste e che ha continuato a dire che lui avrebbe risolto tutto in un altro modo”.
Insomma, sembra che per il governo della Kirchner (o per l'intera dinastia politica della famiglia) si stiano palesando una serie di preoccupanti ostacoli che nessuno si attendeva. 

Alessandro Grandi

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