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I fatti. “Mai nella storia del Paese era successa una cosa simile” racconta Alfredo Somoza,
presidente dell'Icei (Istituto cooperazione economica internazionale). “In Argentina
vige
un sistema presidenziale puro, equivalente a quello degli Usa,- continua Somoza
- e per la prima volta è successo che il governo non avesse i voti in Parlamento
per far approvare una legge”. Il vice presidente della Repubblica Julio Cobos,
che è anche presidente del Senato, è stato il vero ago della bilancia. “Cobos
non ha votato a favore della legge e considerando che il risultato della votazione
aveva fatto emergere un pareggio, il suo voto contrario ha fatto saltare tutto”.
Votazione shock. “Il governo esce molto colpito da questa votazione” aggiunge il presidente dell'Icei
che continua: “Nessuno mai si sarebbe potuto immaginare che l'esecutivo inciampasse
su un problema di questo tipo cioè sull'incapacità dimostrata di non saper negoziare.
Nessun conflitto sociale in nessuna parte del mondo si risolva in cento giorni.
L'esecutivo ha inviato alle camere questa legge molto discussa e molto discutibile
dopo soli cento giorni in cui non vi è stata la possibilità di negoziare”. Quindi
ancor prima di essere sconfitto dalla votazione del Senato il governo argentino
ha dimostrato un'assoluta incapacità di negoziazione dovuta anche al fatto che
la
Fernandez, nonostante abbia i numeri per governate in tranquillità sia ancora
molto attaccata alle decisioni del marito, ex presidente della Repubblica (anche
se sono molti quelli che sostengono che non sia proprio un ex...), e attuale presidente
del partito che sembra aver chiesto in passato la conferma del gabinetto che con
lui collaborava.
Il futuro. “Ormai sembra che per prima cosa si debba risolvere la questione personale fra
la presidenza e la vice presidenza della Repubblica” dice Somoza. “E le premesse
non sono del tutto positive se si considera che la Kirchner ha dato del traditore
a Cobos e che Cobos ha già fatto sapere che non si dimetterà. Nella vicenda poi
esistono dei paradossi perché se la presidente dovesse saltare a ricoprire quella
carica subentrerebbe il vice, cioè Cobos”. Un'amministrazione alla frutta che
non ha ragionato su quanto sia impopolare e deleterio alzare o aggiungere tasse
a una categoria di produttori che può spaccare in due il Paese. Alessandro Grandi