17/07/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



L'esercito turco ha lanciato un'offensiva nel Kurdistan: almeno 33 miliziani morti negli ultimi giorni
Il fronte curdo resta bollente. Sono almeno trentatré le vittime, tra l'11 e il 14 luglio, dei combattimenti tra esercito turco e miliziani curdi del Partito Curdo dei Lavoratori (Pkk) nella Turchia sud orientale.

miliziani del pkkSi spara da giorni. Undici sono i miliziani uccisi nelle ultime ore, come reso noto in mattinata dai vertici dell'esercito di Ankara. Lo stato maggiore turco, nel comunicato diramato in giornata, precisa che lo scontro è avvenuto nella zona di Hakkari, non lontano dal confine con l'Iraq. L'offensiva dei militari turchi, volta a debellare i rifugi dei miliziani separatisti curdi, è iniziata l'11 luglio, ma da mesi l'esercito di Ankara è impegnato in un'offensiva nel sud-est del paese, lungo il confine con l'Iraq. A febbraio i militari hanno anche lanciato una vasta operazione oltre frontiera contro le basi dei guerriglieri, durata una settimana. L'esercito ha ottenuto dal Parlamento un'autorizzazione a condurre operazioni mirate in territorio iracheno per un anno. L'ultima di queste incursioni è stata condotta sabato 7 giugno, dopo che l'11 e il 30 maggio ne erano state eseguite altre due. Il mandato scade a ottobre. La scorsa settimana il Pkk ha rapito tre turisti tedeschi che scalavano in monte Ararat e, per il loro rilascio, chiede la fine delle operazioni turche.

esercito turco in marciaOperazioni congiunte. Le operazioni, peraltro, sono coordinate con Teheran, come non era mai accaduto in passato. ''Quando partono loro, partiamo anche noi. Loro lanciano le operazioni dal versante iraniano del confine e noi lo facciamo dal versante turco”, ha dichiarato alla Cnn turca il generale Ilker Basbug, comandante in capo delle forze terrestri turche, il mese scorso. Anche l'Iran, da tempo, ha innalzato il livello dello scontro con la minoranza curda. Secondo il governo di Teheran, da almeno cinque anni, gli Stati Uniti tentano di destabilizzare il regime degli ayatollah dall'interno, fornendo assistenza economica e d'intelligence alle fazioni separatiste arabe, curde, baluce e azere. I timori di Teheran, in parte, sono stati confermati dal rapporto della Commissione del Senato Usa incaricata di analizzare la politica estera dell'amministrazione Bush e dalle informazioni raccolte dai servizi segreti iraniani. Da quel momento è iniziata una dura repressione contro l'omologo iraniano del Pkk turco, il partito per la Vita Libera del Kurdistan (Pjak). Turchia e Iran hanno deciso di collaborare, scambiando informazioni d'intelligence e coordinando operazioni militari contro i miliziani curdi.

confine iran-turchiaLa rabbia della Casa Bianca. Con grande irritazione di Washington, niente affatto soddisfatta dello scambio d'informazioni tra uno dei suoi alleati chiave nella regione (la Turchia) e uno dei suoi nemici giurati (l'Iran). E preoccupata pure della destabilizzazione che le operazioni militari turco – iraniane causano tra i curdi iracheni, alleati Usa. Ma la realpolitick prevale su tutto e, in effetti, un collegamento tra il Pkk e il Pjak esiste.
Entrambi i gruppi ribelli hanno il loro quartier generale e i campi di addestramento nelle montagne del Qandil, nel nord dell’Iraq. Teheran e Ankara hanno firmato un primo memorandum d’intesa sulla cooperazione per la sicurezza il 29 luglio 2004, tre mesi dopo il congresso d’inaugurazione del Pjak, nell’aprile 2004, e due mesi dopo la decisione del Pkk, nel maggio 2004, di tornare all’uso della forza dopo un cessate il fuoco unilaterale di cinque anni. Questo accordo è stato rafforzato il 17 aprile 2008 da un nuovo memorandum d’intesa che prevedeva un ampliamento ed un approfondimento della cooperazione fra i due paesi nel settore della sicurezza. Come sta accadendo in questi giorni. 

Christian Elia

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