
Novecentoventicinque milioni di dollari, circa 520 milioni di euro. Questa l'astronomica
cifra che quattro multinazionali oggetto delle nazionalizzazioni boliviane hanno
chiesto al governo di Evo Morales.
La richiesta di risarcimento più elevata (500 milioni di dollari) è stata presentata
dalla Ashmore Energy Internacional (Aei) per essersi vista confiscare dal governo
boliviano lo scorso 2 giugno il 25 percento delle azioni della Transredes, grande
compagnia di trasporti di idrocarburi. Non solo. La multinazionale italiana Euro
Telecom International (Eti) si è rivolta al CIADI (Centro international de arreglo
de diferencias relativa a inversiones) istituzione dalla quale il Paese andino
si è ritirato tempo fa, dopo che Morales nel maggio scorso decise per la nazionalizzazione
delle azioni italiane nell'Entel, impresa di telecomunicazioni della Bolivia.
La Erti chiede un risarcimento pari a circa 350 milioni di dollari. L'esecutivo
di La Paz spera di raggiungere accordi con altre multinazionali come la Glencore,
la peruviana Graña y Montero e la tedesca Oil Tanking, anch'esse obiettivo delle
nazionalizzazioni del governo Morales.