
È scontro fra Il presidente
basco Ibarretxe e il governo spagnolo di Zapatero. Il progetto di
consultazione popolare, promosso dal leader del centrodestra
nazionalista – che per passare ha avuto l'appoggio di un voto del
partito della sinistra indipendentista – è stato pubblicato
oggi sul Bollettino ufficiale dello stato. E Madrid, a strettissimo
giro di posta, ha sollevato eccezione di costituzionalità,
presentando un ricorso basato sull'impossibilità di convocare
referendum che abbiano a che fare con la territorialità dello
Stato. Al di là dei tecnicismi
giuridici, che in questo caso sono però sostanza, si gioca una
partita politica di grande importanza. Ibarretxe, che si aspettava la
contromossa di Zapatero, ha subito rilanciato. Ha avvisato il tribunale costituzionale
che si attende una risposta entro il 15 settembre, data limite per la
convocazione della consultazione popolare. Il problema, infatti, è
che gli alti giudici potrebbero applicare i cinque mesi di
sospensione previsti nell'iter decisionale sui ricorsi. E se così
fosse la data del 25 ottobre, prospettata da Ibarretxe, salterebbe
con tutte le conseguenze politiche del caso. Per questo, il
presidente basco ha avvertito il governo che è disposto a
mettere in campo forme di protesta politiche, sociali oltre che
giudiziarie. Le due domande ideate da Ibarretxe, e
da girare ai cittadini baschi, sono molto – secondo alcuni troppo –
semplici. La prima: “E' d'accordo ad appoggiare
un processo di dialogo per la fine della violenza, se in maniera
previa Eta manifesta in maniera inequivoca la propria volontà
di mettere fine una volta e per sempre alla violenza?”. La seconda: “E' d'accordo
sul fatto
che i partiti politici baschi, senza esclusioni, inizino un processo
negoziale per raggiungere un accordo democratico sull'esercizio del
diritto a decidere, prima che finisca il 2010?”. Nei
desideri di Ibarretxe, questa consultazione servirebbe ad aprire un
processo politico che dovrebbe sfociare nel vero e proprio
referendum, che riguarderà il citato accordo democratico fra
partiti baschi.