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I fatti. “Liberalizzare le licenze per condurre taxi, per noi è una cosa importante della
quale ringraziamo il presidente Castro. Ma il problema di fondo è un altro: liberalizzare
va bene ma si deve fare qualcosa per la popolazione che ha la necessità di essere
proprietaria di un'auto per i propri spostamenti. Oltre ovviamente a molte altre
misure in materia economica”. Queste le parole di Leon, cittadino dell'Havana,
capitale di Cuba, da 12 anni tassista “particular”. Raul vorrebbe liberalizzare
il settore rendendolo più efficiente e alla portata di tutti. C'è dell'altro.
Nel complesso delle riforme che Raul sta seriamente pensando di formalizzare c'è
anche quella che riguarda la redistribuzione di alcuni appezzamenti di terreno
a contadini in grado di lavorarlo. Inoltre, fra poco tempo a Cuba ci sarà anche
la rivoluzione dei salari: più alti per chi lavora di più e meglio. Altra novità:
sarà possibile avere più di un lavoro.
Troppe novità? Cuba è il Paese della Rivoluzione. Su questo non si discute. E rivoluzionarie
sono le misure economico-sociali volute da Raul. Sembrano passati anni luce da
quando l'isola era in mano al fratello Fidel che ne tarpava (forse) le ali. E
sembra prospettarsi all'orizzonte una sorta di avvicinamento economico al modello
cinese, tanto apprezzato da Raul. Ma una cosa è certa: qualsiasi cambiamento nel
sistema cubano avverrà esclusivamente per migliorare le condizioni della popolazione.
Dunque, l'imperativo è: scordarsi che le misure volute da Raul siano in qualche
modo state prese per ammorbidire le posizioni della comunità internazionale nei
confronti dell'isola. Lo stesso Raul ha fatto sapere che Cuba “non accetterà pressioni
da Paesi o da interi continenti”. Chiarissimo il riferimento a Washington e all'Unione
europea.
Oltre confine. Alina Fernandez, figlia di Fidel Castro, però, non accetta di buon grado l'entusiasmo
del popolo cubano dopo i cambiamenti proposti da Raul. “La vera scommessa – dice
Alina – è vedere se a Cuba esista davvero una società civile e se c'è ancora qualcosa
che si possa salvare. Un vero cambio sarà effettivo solo quando si prenderanno
in considerazione sia la questione pubblica che quella privata”. Dello stesso
avviso Raul Rivero, uno dei dissidenti più famosi dell'isola. “Se oggi la Cuba
che sognamo ha più consistenza e fa più rumore che mai è grazie alla resistenza
pacifica dei democratici”.Alessandro Grandi