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Responsabili. Ocampo ha riferito la settimana scorsa che presenterà oggi nuove prove contro
Bashir sui crimini perpetrati in Darfur negli ultimi cinque anni, e chiederà l'incriminazione
di uno o più individui. Il mese scorso, la Corte dell'Aja aveva giudicato responsabile
di crimini contro l'umanità l'intero apparato statale, indicando in Ali Kuhayb,
comandante delle milizie Janjaweed, e Ahmad Harun, attuale ministro per gli Affari
umanitari, due dei maggiori responsabili delle atrocità commesse in Darfur, dove
300mila persone sono morte e 3 milioni hanno lasciato le loro case in seguito
a una guerra che ha visto fronteggiarsi esercito sudanese e milizie arabe janjaweed
armate del governo da una parte, e ribelli del Sudan Liberation Movement e del
Justice and Equality Movement, oltre ad altri gruppi etnici, dall'altra.
Rischio sicurezza. Proteste contro la decisione della Corte penale internazionale, che Khartoum
non ha mai riconosciuto (più volte Ocampo è stato definito 'criminale' da Bashir)
si sono verificate ieri in tutto il Paese, tuttavia senza eccessive tensioni.
La televisione di Stato ha diffuso una dichiarazione nella quale si agitava lo
spettro di 'nuove violenze e spargimento di sangue', nel caso le azioni della
Cpi dovessero avere corso. Nei circoli diplomatici i timori sono molti, e reali.
Il Consiglio di sicurezza dell'Unione Africana ha espresso la 'ferma convinzione
che la ricerca della giustizia dovrebbe essere perseguita in modo da non mettere
a rischio gli sforzi per raggiungere una pace duratura'. Il riferimento corre
all'uccisione di sette peacekeeper da parte di 'bande armate' la scorsa settimana.
Bersagli facili. Per avere un'idea reale di quali conseguenze possa scatenare un mandato d'arresto
per crimini di guerra contro Bashir, è forse opportuno riportare le parole dell'ex
inviato Usa per il Darfur, Andrew S. Natsios, rappresentante diplomatico di un
Paese notoriamente non conciliante nei confronti di Khartoum. "Senza un piano
politico - scrive sul Social Science Research Council - il Sudan potrebbe seguire
il destino della Somalia, del Ruanda pre-genocidio, o della Repubblica Democratica
del Congo: una potenziale diffusione di atrocità e uno spargimento di sangue su
vasta scala, in quanto il governo di Bashir farà di tutto per mantenere il potere
saldamente nelle sue mani. Il mandato d'arresto potrebbe chiudere definitivamente
le porte alle ultime speranze per una risoluzione pacifica della situazione".Luca Galassi
Parole chiave: luca galassi, ocampo, corte penale internazionale, bashir