
La polizia malese ha circondato oggi il Parlamento di Kuala Lumpur con l'obiettivo
di impedire al leader dell'opposizione Anwar Ibrahim, e ai suoi sostenitori, di
partecipare a una seduta nell'aula.
Ad Anwar, recentemente accusato per la seconda volta di sodomia - un reato in
Malaysia - una corte ha proibito di avvicinarsi a meno di tre miglia dal Parlamento,
impedendogli così partecipare a un dibattito parlamentare sulla "crisi di fiducia
nel governo", che l'opposizione vorrebbe introdurre nella seduta di oggi. Attualmente
Anwar non detiene un seggio in Parlamento. Secondo il deputato dell'opposizione
Azmin Ali, non c'era il piano di creare "il caos", e l'imponente operazione di
sicurezza attorno all'edificio rappresenta "una provocazione malvagia per impaurire
la popolazione". Dieci anni fa, Anwar riuscì a mettere insieme grandi manifestazioni
di protesta popolari contro il governo.
La tensione in Malaysia è aumentata dalle elezioni dello scorso 8 marzo, quando
la coalizione al governo dagli anni Cinquanta, rappresentante della maggioranza
di etnia malese, ha visto diminuire pericolosamente il margine di vantaggio sull'opposizione,
ridotto ora a 30 seggi di vantaggio sui 222 del Parlamento. Da allora, Anwar ha
lanciato una campagna per far cadere il governo di Abdullah Badawi, e diversi
deputati del partito di maggioranza Umno hanno cambiato sponda.