15/07/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



Una marcia contro il sequestro e tanti, troppi, incontri pubblici. Ingrid Betancourt non si concede riposo nonostante oltre sei anni di prigionia
scritto per noi da
Viola Conti
 
Nove, sette e 51 anni. Queste le ricorrenze che hanno spinto per l’ennesima volta i familiari dei soldati e dei poliziotti ancora in mano alle Farc a manifestare nel dipartimento del Meta. Nove sono gli anni passati dalla presa di Porto Rico, ossia l’attacco che i guerriglieri fecero alla caserma di polizia del paese portandosi via tutti gli agenti presenti. Sette sono gli anni in cattività trascorsi da Alan Jara, il governatore del dipartimento, e 51 quelli che compirà il 17 luglio prossimo.
Ma mentre madri, padri, mogli e figli di questi colombiani sconosciuti al mondo ne chiedono la liberazione, cercando di sensibilizzare società e governo affinché non si dimentichino di loro, lasciandoli per sempre inghiottiti nella selva, dall’altra parte dell’oceano, una ex prigioniera appena tornata a vivere fa loro da eco. È Ingrid Betancourt che, fra un incontro e l’altro con stampa, personaggi della politica internazionale e fans, ha deciso di dedicarsi alla causa dei suoi ex compagni di malasorte, facendo di tutto per riportarli a casa.
 
ingrid e sua madreMarcia. Domenica venti luglio infatti Parigi è chiamata dalla franco-colombiana più conosciuta al mondo a scendere in piazza per dire basta al sequestro, pratica messa in atto dai gruppi guerriglieri di sinistra a scopo sia politico che estorsivo e dai paramilitari di destra per racimolare denaro.
La richiesta è che rilascino i prigionieri senza se e senza ma.
 
marcia contro i paramilitariGossip. Intanto, Ingrid Betancourt continua nei suoi giri pubblici alternati a momenti preziosissimi che si ritaglia per stare con la sua famiglia e la sua foto resta sui mass media di mezzo mondo, e non solo per questioni seriose. Le ultime aperture di cronaca guadagnate dalla ex sequestrata dalle Farc riguardano più questioni di gossip. È di ieri la notizia che il suo attuale marito, Juan Carlos Lecompte, avrebbe annunciato la fine del loro amore, “rimasto nella selva” con la sua sofferenza.  “La sento fredda, distante”, avrebbe commentato parlando della moglie. Ma le voci su Ingrid non si esauriscono nelle parole del marito colombiano, che molti accusano di aver filtrato in questi anni con una donna messicana alla quale sarebbe tuttora legato.
 
ingridLa ex compagna di sventura. Sempre ieri è uscita allo scoperto Clara Rojas, colei che fu rapita assieme alla candidata presidenziale, di cui era il braccio destro. I pettegolezzi sulle loro discrepanze durante i primi anni passati insieme in cattività, prima di essere separate dagli stessi guerriglieri, sono roba vecchia, ma adesso la Rojas, liberata a gennaio unilateralmente grazie alla mediazione del presidente venezuelano Hugo Chavez, chiama in causa l’amica di un tempo per domandarle spiegazioni su alcune dichiarazioni che avrebbe rilasciato sulla sorte del figlio che Clara ha avuto da una relazione con un guerrigliero. Secondo quanto affermato da Ingrid, il piccolo Emmanuel si sarebbe salvato grazie alla sua mediazione, mentre la madre, alla quale lo hanno portato via poco dopo la nascita, conosce ben altra storia e vorrebbe vederci chiaro.
 
Corsa contro il tempo. Dieci giorni di libertà e già tante, troppe parole sono state, dunque, dette sulla e dalla frastornata Ingrid e da chi le ruota intorno. Perché, nonostante si sia presentata da subito presente a se stessa e concentrata, una donna che ha trascorso gli ultimi sei anni di in catene non ha che bisogno di pace e tranquillità. E allora concediamogliele e che lei stessa se le conceda. Solo il tempo potrà garantirle l’equilibrio di cui ha bisogno lei e la Colombia, gran parte della quale vede in lei una papabile favorita al timone del paese. Se non si concederà il meritato riposo, però, nessuno dei due avrà quel che merita, né i colombiani né la Betancourt. La donna che la selva ha rigurgitato all’improvviso, a detta di chi la conosce davvero, è sì cambiata da chi era un tempo, ma non sempre in meglio. E se ha dichiararlo è il suo braccio destro nonché compagna di sventura, bisogna che qualcuno la faccia correre ai ripari. Per le valanghe di parole pronunciate in questi giorni, molte delle quali “plateali e a sproposito”, infatti, persino Clara, che correva con lei per farle da vice quando le Farc le rapirono, ha dichiarato che, ora come ora, se fosse candidata, non si sentirebbe di votarla. Riposati, Ingrid! La Colombia ha bisogno di te.
 
Parole chiave: betancourt, rojas, farc
Categoria: Politica
Luogo: Colombia
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