
La Corte penale internazionale dovrebbe ordinare lunedì prossimo l'arresto del
presidente sudanese, Omar al Bashir, per i crimini di guerra commessi in Darfur.
In un comunicato trasmesso ieri, il Procuratore capo del Tribunale, Luis Moreno
Ocampo, ha annunciato che presenterà le prove dei reati commessi nella regione
sudanese negli ultimi cinque anni, pubblicando i nomi dei responsabili delle violenze.
La decisione, la prima della Corte dell'Aja emessa contro un capo di Stato in
carica, potrebbe avere conseguenze devastanti, tra le più 'lievi' le limitazioni
al lavoro degli operatori umanitari in Darfur. L'ambasciatore sudanese all'Onu,
Abdalmahmood Abdalhaleem Mohamad, ha affermato che un'incriminazione di Bashir
"distruggerebbe" i tentativi della comunità internazionale di trovare una soluzione
pacifica al conflitto. "
Ocampo sta giocando con il fuoco - ha detto l'ambasciatore, intervistato dal
Washington Post -. Vi saranno gravi ripercussioni". Ciò che si teme è che l'emissione
del mandato di cattura potrebbe scatenare una risposta armata da parte delle forze
sudanesi e dei miliziani armati da Khartoum contro i 10mila peacekeepers dell'Onu
e dell'Unione Africana presenti nel Paese. Martedì scorso almeno sette peacekeepres
sono stati uccisi e 22 feriti in un agguato.