14/07/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



Secondo fonti giornalistiche, la Bosnia Erzegovina sarebbe sull'orlo del fallimento
scritto per noi da
Luciana Grosso
 
Cosi si fa con 221 euro? Dipende. Qualcuno compra un paio di scarpe, qualcuno parte per un week end fuori porta, qualcuno fa la spesa. In Bosnia Erzegovina, con 221 euro, si amministra lo Stato. O almeno si pretende di farlo.

A tanto ammonterebbe, infatti, il capitale depositato nelle casse del ministero del Tesoro. A riferirlo, per ora, sono solo indiscrezioni, fonti giornalistiche, parole sussurrate a mezza voce che trapelano dal palazzo della Presidenza. Tra i principali accusati del crack, il ministro delle Finanze Vjekoslav Bevanda e il premier Nedzad Brankovic. Avrebbero speso molto di più del possibile, resi euforici dagli inaspettati introiti provenienti dall’Iva, avrebbero voluto realizzare l’idea, in sé lodevole, di pagare finalmente i sussidi di disoccupazione arretrati ai veterani di guerra. Ma, oltre a questa gestione prodiga in direzione dello stato assistenziale, ci sarebbero anche sprechi. Come quello, di cui parla il quotidiano Dnevni Avaz, di aver acquistato un'imbarcazione extra lusso - dal valore di circa 85mila euro - destinata al resort turistico di Trpanj riservato ai politici. La situazione resta fumosa, ma è innegabile che l’economia bosniaca, sia stagnante e immobile. Sebbene l’agricoltura sia quasi del tutto in mani private, le aziende agricole sono piccole e scarsamente efficienti. I loro prodotti, seppure ottimi sono rivolti al mercato interno (anche perché è quasi impossibile per un bosniaco commerciare con l’estero).
 
La spesa pubblica fuori controllo vale il 40 percento del Pil. La disoccupazione, stimata intorno al 45,5 percento, è scavalcata solo da Zimbabwe (80 percento), Burkina Faso (77 percento) e Zambia (50 percento).
Le statistiche, comunque, non danno il quadro reale della situazione, poiché lasciano fuori i dati relativi al sommerso. Un inaspettato soccorso alle malconce casse federali potrebbe arrivare dall’altra entità che compone la Bosnia Erzegovina, la Repubblica Srbska, che cresce a colpi di riforme. Eppure il premier Dodik nega di voler essere coinvolto nelle vicende musulmane. ''Non posso, né voglio aiutarli'', ha dichiarato, ''e probabilmente neanche loro lo farebbero. Mi dispiace, il premier federale Nedzad Brankovic è un ottimo manager e avrebbe potuto far bene. Ma ha messo in campo una politica sociale insostenibile per le casse statali''. Per i prossimi giorni è previsto l’interrogatorio, di fronte al ministro degli Interni, del primo ministro.
Forbes, prestigiosa rivista economica, ha collocato, nella classifica dei paesi economicamente meno affidabili, la Bosnia tra Burkina Faso e Benin, definendolo come la realtà “più povera” tra quelle sorte dalle macerie dell’ex Jugoslavia.
Categoria: Politica, Economia
Luogo: Bosnia Erzegovina