Messico, esperti Usa insegnano alla polizia messicana i peggiori metodi di tortura
Hanno fatto scalpore e causato indignazione in moltissime organizzazioni non
governative che lavorano in difesa dei diritti umani, i
video postati su You tube dove si vedono chiaramente dipendenti di una società di sicurezza statunitense
insegnare ai poliziotti messicani metodi differenti di tortura.

Sorridenti, compiaciuti del loro ruolo, sia i messicani che gli statunitensi
sembrano felici di quello che fanno: imparano a torturare ipotetici delinquenti.
Da un lato, in borghese gli insegnanti, dall'altro i poliziotti messicani che
si fingono delinquenti.
“Metodi utili” secondo i funzionari della polizia messicana, che aiutano nella
formazione per contrastare la ferocia dei cartelli dediti a attività illecite
come il narcotraffico. Evidentemente il miliardo e mezzo di dollari stanziato
nell'ultimo anno come contributo alla lotta al narcotraffico dall'amministrazione
di Washington non è stato sufficiente, servivano senza dubbio le 170 ore di corso
intensivo per imparare a torturare.
I metodi. Acqua e anidride carbonica sparate nelle narici dei presunti delinquenti preventivamente
bendati simulando una delle morti più atroci: quella dell'annegamento (pratica
inumana usata dai soldati Usa in Iraq). Non solo. Uomini trascinati a forza attraverso
il loro vomito, presi per le caviglie e buttati a destra e a manca: questi i metodi
insegnati alla polizia messicana dai “professori della tortura Usa”. Basterebbe
questo per indignarsi. Nei video, inoltre, si vedono uomini gettati in fosse piene
di escrementi e topi. Secondo Vicente Guerrero Reynoso, sindaco di Leon e militante
del Partido de Accion Nacional (lo stesso del presidente Calderon), membro dell'ultradestra
messicana filocattolica e filo imprenditoriale, queste lezioni sono state seguite
anche da altre polizie di altri paesi e sarebbero utilissime in vista di una preparazione
estrema per situazioni estreme.
Ma non è certo la prima volta che i figli dello Zio Sam danno prova della loro
assoluta mancanza di rispetto dei diritti umani dei detenuti in attesa di giudizio
chi si può dimenticare quello che è successo nelle carceri di Abu Ghraib? Violenze
di ogni tipo, abusi e umiliazioni che avevano spinto anche un grande pittore come
Fernando Botero a denunciare quegli atti ignobili con i suoi capolavori. Intanto
dagli Usa si corre ai ripari e si prendono le distanze dagli avvenimenti. “Il
governo degli Stati Uniti – si legge in una nota – non è in alcun modo coinvolto
in queste azioni di insegnamento”. La polemica, considerato il grande clamore
internazionale è destinata a andare avanti.