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Accordo storico. La partita per la costruzione dello scudo anti-missile in territorio europeo
viene giocata dagli Stati Uniti su due fronti: Repubblica Ceca e Polonia. Il progetto
è quello di costruire un sistema di difesa da missili a lunga gittata provenienti
dal Medio Oriente, Iran in particolare. Nonostante Mosca abbia sempre sostenuto
che il Paese islamico non possiede tecnologia bellica in grado di raggiungere
l'Europa, manifestando forti timori che il sistema anti-missile venga puntato
verso il suo territorio, ieri il Segretario di Stato Condoleezza Rice ha apposto
la sua firma ad un accordo storico con il suo omologo ceco, Karel Schwarzenberg.
E' la prima volta che gli Stati Uniti progettano la costruzione di un'installazione
militare in un Paese dell'Est Europa un tempo occupato dalle truppe sovietiche.
Il sito scelto per il sistema radar è una vecchia base in disuso proprio dell'Armata
Rossa. La Rice, in visita nei Paesi dell'Europa orientale, non farà però tappa
in Polonia, località che dovrebbe ospitare i missili intercettori dello scudo.
L'atteggiamento del Primo ministro di centro-destra polacco, Donald Tusk, si è
rivelato meno accomodante di quanto atteso: "Vi faremo installare i vostri missilii
- è il senso del messaggio di Tusk agli Stati Uniti - a patto che dotiate la nostra
difesa antiaerea di adeguate apparecchiature per contrastare missili a media e
lunga gittata". In sostanza, i polacchi chiedono batterie di Patriot in cambio
dei 10 intercettori che dovrebbero trovare sistemazione nel sottosuolo del loro
territorio nazionale.
Cammino lastricato di ostacoli. Il ministero della Difesa polacco, Radek Sikorski, ha detto ieri alla televisione
pubblica: "In che modo le installazioni americane verranno difese da eventuali
attacchi, e in che modo anche il nostro Paese verrà protetto da questi attacchi?
Per questo abbiamo bisogno dei Patriot". Gli Usa hanno acconsentito a installare
batterie di Patriot per un anno, ma ciò sembra ancora insoddisfacente ai polacchi.
Luca Galassi