04/07/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



Schedatura dei Rom, Peacereporter sarà a Roma per aderire all'iniziativa dell'Arci
Ci saremo anche noi, lunedì a Roma. Anche noi prenderemo parte all'iniziativa organizzata dall'Arci "Prendete le nostre impronte", l'azione simbolica di solidarietà che vedrà numerosi cittadini porgere volontariamente le proprie mani per venire 'schedati', allo stesso modo in cui carabinieri e funzionari di polizia stanno già facendo nei campi Rom e Sinti italiani, censendo le comunità con metodo da regime. Le nostre impronte verranno inviate al ministero dell'Interno, al pari di quelle dei bambini Rom e Sinti, colpevoli esclusivamente di appartenere a un'etnia e a una cultura 'diversa'.
 
Mani teseSchedatura. Anche se il ministro Roberto Maroni, ispiratore dell'operazione di schedatura, assicura che 'non sarà creata nessuna banca dati sui Rom', le disposizioni emanate ai commissari delegati per l'emergenza delle comunità nomadi, difficilmente possono far credere che le identificazioni siano un semplice e ordinario censimento. Non si capirebbe altrimenti il perchè, nel foglio di identificazione, dopo le generalità solite (nome, cognome, data di nascita, compare la dicitura 'religione', l'etnia, l'istruzione, l'attività lavorativa, il documento in possesso della persona. A destra, sotto la foto, le impronte digitali. L'indignazione ha investito il provvedimento voluto dal leghista Maroni con una violenza senza precedenti. Opinione pubblica, società civile, associazioni laiche e cattoliche (italiane e internazionali), intellettuali, artisti, giornalisti, politici e, non ultima, la Commissione europea per i diritti umani, hanno espresso una ferma condanna contro la schedatura su base etnica o religiosa. Da 50 anni il nostro Paese ha eliminato la voce 'appartenenza religiosa' dai censimenti della popolazione.
 
Ragazza RomSerata di musica e parole. Si tratta pertanto di un atto persecutorio e discriminatorio, attuato in flagrante violazione della Costituzione italiana, della Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo, della Convenzione Onu sui diritti dell'infanzia. "Uno schifo - ha commentato senza metafore il responsabile immigrazione dell'Arci, Filippo Miraglia -. E' una misura indegna e vergognosa. E' necessario che il mondo della cultura si associ alla nostra iniziativa perchè altrimenti da soli non ce la possiamo fare a denunciare tale aberrazione. E' sicuramente una cosa simbolica e di visibilità, di diffusa contrarietà di fronte alla scelta del governo, ma purtroppo sappiamo di rappresentare una minoranza nel Paese. Non per questo rinunciamo all'idea di riconquistarci gli italiani e le italiane, di riconquistarli alla ragione e ai principi della nostra Costituzione".
Lunedì, dalle 17 alle 20, in piazza Esquilino, oltre alle associazioni, alle forze democratiche, ai media, ci saranno anche rappresentanti della musica, del teatro e della cultura come Moni Ovadia, Andrea Camilleri, Dacia Maraini, Ascanio Celestini, oltre a molti altri. In serata, ovviamente, si terrà un concerto di musica Rom.

Luca Galassi

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