05/07/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



Scritto da
Wietske Van Beers
 
dalla poppaL'idea di vivere in una barca. Fu soprattutto perché non riuscivamo a trovare una casa come ci piaceva nella città, ad Amsterdam.
Venivamo dalla campagna, i nostri desideri erano esagerati rispetto alle possibilità che potevamo trovare e sopportare in una città come questa. E così, per venire incontro alle nostre aspettative, un amico ci consigliò di comprare una barca. Perché avremmo vissuto in libertà, o, per meglio dire, la sensazione di vivere in libertà non sarebbe risultata così cara.
Comprare una barca antica, metterla a posto, ristrutturandola poco a poco. Quando abbiamo deciso non avevamo capito che sarebbe stato un progetto di tutta la vita. E adesso, che finalmente è come volevamo che fosse, ci sentiamo felici e non torneremmo indietro per nessuna ragione al mondo.

si entra nella casa sull'acquaPer molti anni abbiamo vissuto solo in una piccola stanza, venti metri quadrati, sulla barca. Lì si svolgeva tutto: la quotidianità, le feste con la gente stipata sulle scalette. Eravamo in molti ad aver fatto quella scelta e tutti con gli stessi problemi: trovare i soldi e il tempo per ristrutturare le nostre case galleggianti. Poi arrivarono i figli e quello fu il momento in cui iniziammo i grandi lavori. Prima arrivò Sara e decidemmo di costruire una parte della plancia per darle uno spazio di gioco e movimento. Poi venne la sua stanza.

pesce essiccatoLa cosa bella di vivere in un barcone è il senso infinito di libertà. Entra tantissima luce nella nostra casa, gli orizzonti cambiano continuamente, una vita sociale molto attiva: la nostra comunità è come un piccolo villaggio, dove ognuno, però, mantiene la sua intimità. Il lato peggiore è quello del mantenimento della struttura: ogni tre anni dobbiamo portare la barca fuori dalle acque, in un cantiere navale. Il bello, invece, è che per le vacanze non resta che salpare e fare dei giri per l'Olanda. E una volta siamo arrivati fino in Francia.
Oggi, vivere in un barcone ad Amsterdam è un po' complicato. I proprietari dei natanti devono pagare un affitto al comune e nel centro spesso questa cifra è superiore al valore della barca stessa. E per di più il comune ha deciso che non possono entrare nuove barche nella città, in maniera stanziale. L'unica possibilità è comprare una barca vecchia e ristrutturarla. Vivere sull'acqua è stare sempre in movimento. Movimenti lenti, tranne quando c'è tempesta: lì vivere sull'acqua è davvero scomodo.

Nostra figlia Sara, dopo essere nata qui sulla barca, ha voluto prender casa sulla terra ferma. È la prima volta per lei... vedremo come andrà a finire.
 

Angelo Miotto

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