03/07/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



Per la Russia, una democrazia parlamentare sarebbe la morte. In una lunga intervista rilasciata ai giornalisti dei Paesi del G8 e pubblicata sul sito del Cremlino, Dmitry Medvedev ha esposto le priorità della politica interna ed estera del suo Paese, che "dovrà rimanere una repubblica presidenziale forte per decine, se non centinaia di anni, se vuole restare unita". Alla vigilia del vertice degli otto Paesi più industrializzati del mondo, che si terrà a Tokyo la prossima settimana, il presidente russo ha ribadito la linea politica del suo predecessore: una presidenza forte, autoritaria, che - certamente - deve contemplare un sistema multipartitico, ma che questo deve avvenire "in modo razionale e nel quadro della legge".
 
Accentramento di potere. La rappresentanza del sistema multipartitico cui fa riferimento Medvedev si rispecchia in un organo costituzionale, la Duma, composto da 450 seggi, 315 dei quali sono occupati dai deputati di Russia Unita. Se partiti come 'Russia Giusta' (che ha 38 seggi) e quello dei liberaldemocratici (40) sono sostanzialmente filo-Cremlino, i comunisti rimangono l'unica vera opposizione al potere, con 57 seggi. Ma la loro azione è limitata a un ruolo meramente simbolico. Dall'insediamento di Putin alle elezioni di Medvedev, il processo di spostamento dei poteri verso il Cremlino si è fatto irreversibile.
 
San BasilioIniziativa legislativa. Esiste un progetto, in discussione da mesi, elaborato dal capo dell'amministrazione presidenziale, Sergej Naryskin, per aggiungere un tassello fondamentale alla definitiva trasformazione del parlamento russo in un organo 'applaudente'. La riforma proposta da Naryskin prevede di adottare gli opportuni cambiamenti costituzionali per ridurre il numero dei soggetti che hanno diritto all'iniziativa legislativa. Attualmente questi sono il presidente, il governo, il Consiglio della Federazione ed i suoi singoli membri, i deputati della Duma, i parlamenti regionali. Dal punto di vista della magistratura, possono farlo anche la Corte Costituzionale, la Corte Suprema e l’Alta Corte Arbitrale (che si occupa di contenziosi economici). Pertanto, oltre ai 450 deputati della Duma di Stato, 168 membri del Consiglio della Federazione e 84 dei parlamenti regionali, ci sono oltre settecento "soggetti di diritto" abilitati a presentare progetti di legge. Ma anche qui, spesso si entra nuovamente nella sfera del simbolico, poichè il potere legislativo è sempre più controllato dall'esecutivo.
 
Russia Unita. Le iniziative delle regioni presentate alla Duma di Stato sono sempre state respinte, con rare eccezioni. "Per quanto riguarda le iniziative di deputati e senatori - scriveva un mese fa Boris Višnevskij, osservatore della 'Novaja gazeta' - nei primi mandati della Duma si poteva ancora contare sull'iter di disegni di legge 'individuali', che venivano portati avanti con l'autorità e l'energia personali degli autori. Negli ultimi mandati, quando la maggioranza costituzionale ha cominciato ad appartenere a 'Russia Unita', hanno avuto la chance di un iter legislativo solo le iniziative concordate in precedenza con il Cremlino".
 
Vladimir PutinOrdine e stabilità. In Russia non esiste l’istituto della legge di iniziativa popolare, e anche i referendum abrogativi sono diventati praticamente impossibili. La 'modernizzazione autoritaria' introdotta da Putin è finora stata possibile per due motivi: perchè i partiti degli anni '90 hanno dato prova della loro incapacità a stabilizzare il Paese e perchè, secondo il più grande istituto demoscopico russo, Levada' ai russi la democrazia importa poco. Lo scorso dicembre, gli intervistati dovevano rispondere alla domanda: "Che cosa è più importante per la Russia di oggi: l’ordine, anche se per raggiungerlo si dovranno accettare alcune violazioni dei principi democratici e delle libertà personali, oppure la democrazia, anche se le libertà democratiche talvolta possono essere usurpate da elementi sovversivi o criminali?". Il 68 percento degli intervistati si è espresso in favore dell’ordine, mentre il 17,5 percento ha scelto la democrazia. Ed è proprio da questo che si possono interpretare le aspirazioni e i desideri della società russa contemporanea, disposta a privarsi di alcune libertà individuali in cambio di ordine e stabilità.

Luca Galassi

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