stampa
invia
Accentramento di potere. La rappresentanza del sistema multipartitico cui fa riferimento Medvedev si
rispecchia in un organo costituzionale, la Duma, composto da 450 seggi, 315 dei
quali sono occupati dai deputati di Russia Unita. Se partiti come 'Russia Giusta'
(che ha 38 seggi) e quello dei liberaldemocratici (40) sono sostanzialmente filo-Cremlino,
i comunisti rimangono l'unica vera opposizione al potere, con 57 seggi. Ma la
loro azione è limitata a un ruolo meramente simbolico. Dall'insediamento di Putin
alle elezioni di Medvedev, il processo di spostamento dei poteri verso il Cremlino
si è fatto irreversibile.
Iniziativa legislativa. Esiste un progetto, in discussione da mesi, elaborato dal capo dell'amministrazione
presidenziale, Sergej Naryskin, per aggiungere un tassello fondamentale alla definitiva
trasformazione del parlamento russo in un organo 'applaudente'. La riforma proposta
da Naryskin prevede di adottare gli opportuni cambiamenti costituzionali per ridurre
il numero dei soggetti che hanno diritto all'iniziativa legislativa. Attualmente
questi sono il presidente, il governo, il Consiglio della Federazione ed i suoi
singoli membri, i deputati della Duma, i parlamenti regionali. Dal punto di vista
della magistratura, possono farlo anche la Corte Costituzionale, la Corte Suprema
e l’Alta Corte Arbitrale (che si occupa di contenziosi economici). Pertanto, oltre
ai 450 deputati della Duma di Stato, 168 membri del Consiglio della Federazione
e 84 dei parlamenti regionali, ci sono oltre settecento "soggetti di diritto"
abilitati a presentare progetti di legge. Ma anche qui, spesso si entra nuovamente
nella sfera del simbolico, poichè il potere legislativo è sempre più controllato
dall'esecutivo.
Ordine e stabilità. In Russia non esiste l’istituto della legge di iniziativa popolare, e anche
i referendum abrogativi sono diventati praticamente impossibili. La 'modernizzazione
autoritaria' introdotta da Putin è finora stata possibile per due motivi: perchè
i partiti degli anni '90 hanno dato prova della loro incapacità a stabilizzare
il Paese e perchè, secondo il più grande istituto demoscopico russo, Levada' ai
russi la democrazia importa poco. Lo scorso dicembre, gli intervistati dovevano
rispondere alla domanda: "Che cosa è più importante per la Russia di oggi: l’ordine,
anche se per raggiungerlo si dovranno accettare alcune violazioni dei principi
democratici e delle libertà personali, oppure la democrazia, anche se le libertà
democratiche talvolta possono essere usurpate da elementi sovversivi o criminali?".
Il 68 percento degli intervistati si è espresso in favore dell’ordine, mentre
il 17,5 percento ha scelto la democrazia. Ed è proprio da questo che si possono
interpretare le aspirazioni e i desideri della società russa contemporanea, disposta
a privarsi di alcune libertà individuali in cambio di ordine e stabilità.Luca Galassi