03/07/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



Assolto all'Aja Naser Oric, accusato di crimini di guerra contro i serbi
Naser Oric è innocente. E' quanto ha stabilito oggi la Camera d'Appello del Tribunale penale internazionale (Tpi) per l'ex Jugoslavia, rovesciando la sentenza di primo grado che condannava Oric a due anni di carcere. Oric, durante la guerra di Bosnia negli anni Novanta, era il comandante delle forze di autodifesa musulmane di Srebrenica e i procuratori dell'Aja lo ritenevano colpevole di non aver cercato di impedire i crimini compiuti contro la popolazione serba.

oric oggi e ieriDa Milosevic all'eccidio di Srebrenica. Naser Oric, 41 anni, è un personaggio controverso, come tutti i comandanti militari della guerra che ha insanguinato l'ex Jugoslavia negli anni Novanta. Ex poliziotto e ex guardia del corpo di Slobodan Milosevic, allo scoppio della guerra nel 1992 era tornato nella città natale di Srebrenica arruolandosi nelle forze locali territoriali, poi diventate la 28^ divisione del Secondo Corpo d'Armata bosniaco, del quale aveva assunto il comando. Oric, ritenuto un eroe dai suoi concittadini, è stato arrestato nell'aprile del 2003 a Tuzla per essere tradotto all'Aja. I capi d'accusa contestati dalla procura del Tpi erano pesanti: tortura, omicidi, massacri di civili, saccheggio e distruzione di almeno cinquanta villaggi a maggioranza serba attorno a Srebrenica. In particolare, Oric veniva ritenuto colpevole del 'massacro di Natale' del 1993, quando durante la festività ortodossa decine di civili serbi vennero massacrati nel villaggio di Kravice dagli uomini dell'ex poliziotto.
In primo grado, nel 2006, Oric era stato condannato a due anni di carcere, in pratica già scontati. La Corte lo accusava di non aver impedito i massacri, ma non lo riconosceva direttamente responsabile degli stessi. Ma la procura del Tpi aveva presentato appello e il procedimento si è concluso oggi con l'assoluzione di Oric.

sostenitori di oric pregano per la sua liberazioneGiustizia a senso unico? La fama di Oric, odiato dai serbi quanto amato dai bosniaci, non era stata scalfita dal massacro di Srebrenica. La città, dichiarata area protetta dalla Nazioni Unite, in quanto enclave musulmana nella regione della Bosnia a maggioranza serba, era stata attaccata dalle milizie serbo - bosniache guidate dal generale Ratko Mladic nel 1995. I caschi blu non intervennero, lasciando massacrare almeno ottomila civili musulmani. Oric e il suo stato maggiore avevano abbandonato la città, contribuendo al destino dei suoi concittadini. In realtà la presenza dell'Onu avrebbe dovuto garantire la sicurezza degli abitanti di Srebrenica, ma non andò così e nonostante tutto Oric resta un eroe nella considerazione popolare. Mentre Mladic e Radovan Karadzic, che allora era il presidente dell'autoproclamata repubblica serba di Bosnia, responsabili dell'eccidio di Srebrenica, sono ancora latitanti, Oric torna a casa. Un duro colpo per l'opinione pubblica serba, che già poco tempo fa ha dovuto incassare l'assoluzione di Ramush Haradinaj, comandante dell'Uck in Kosovo e processato per crimini contro i civili serbi. Per la destra ultranazionalista di Belgrado si presenta una nuova occasione per accusare il Tpi di condannare solo gli imputati serbi. Un problema in più per il presidente serbo filo-europeista Boris Tadic.

Christian Elia

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