04/07/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



L'Onu pensa alle sanzioni, l'Ua sta a guardare, e il paese è alla deriva
Scritto per noi
da Nicola Sessa 
 
Le pingui casse della Banca Centrale di Harare presto risuoneranno vuote, come risuona una cisterna svuotata della sua acqua. Succede che la Giesecke & Devrient, per mezzo della sua controllata Louisenthal, non fornirà più la carta moneta che ha l'onere imbarazzante di veicolare cifre a 8 zeri. La società di Monaco di Baviera nel 2007 ha fatturato 1,55 miliardi di euro e approvvigiona di banconote più di 100 nazioni ma, ha annunciato, presto interromperà il suo servizio per il governo dello Zimbabwe. L'amministratore delegato della G&D, Karsten Ottemberg, ha comunicato che la decisione segue una richiesta ufficiale di Berlino e costituisce una reazione forte agli ultimi accadimenti che hanno raggiunto livelli di indecenza oltre ogni aspettativa.

File davanti alle banche per richiesta contantiInflazione a 6 cifre. L'Occidente segue con preoccupazione l'evolversi degli eventi dopo la vittoria del presidente Robert Mugabe, definita da Stati Uniti, Gran Bretagna e altri paesi, come vergognosa. Le Nazioni Unite stanno prendendo in considerazione l'applicazione di sanzioni economiche contro il regime di un uomo che è al potere, ininterrottamente, da 28 anni. Si potrebbe discutere (moralmente) su questi tipi di misure che inevitabilmente si riflettono sulla popolazione messa già con le spalle al muro. L'inflazione su base annua sfiora il 165.000% e, di settimana in settimana, il prezzo dei beni di prima necessità, raddoppia.

emissione di nuovi tagli di monetaTutti milionari. Quando nel 1980 fu introdotto lo Zimbabwe dollar (Z$), il rapporto di cambio con il dollaro Usa era di 0,68 a 1. Il 26 luglio del 2006 per acquistare una sterlina della corona inglese bisognava spendere 1 milione di Z$. Il primo agosto dello stesso anno, per porre rimedio alla feroce bestia inflattiva che stava divorando l'economia del paese, Gideon Gono, governatore della Banca Centrale, ha proceduto alla ri-determinazione nominale delle banconote, con un rapporto di 1 a 1000. Il rimedio, ovviamente, non si è rivelato efficace. A maggio sono state emesse banconote del valore di 250.000.000 e di 500.000.000 Z$, cinquecento milioni! Dal rispettivo controvalore di 1 e 2 dollari americani. Qualcuno, con sadica ironia, ha detto che da quelle parti è molto facile diventare multimilionari.

Mugabe al summit dell'UaL'Ua, tra presidenti a vita e dittatori. Chi può parlare? Nell'attesa che la comunità internazionale compia i suoi primi passi, arriva dal privato, dalla catena dei supermarket britannici Tesco, la notizia che non verranno più commercializzati prodotti dello Zimbabwe. Un altro milione di sterline che si sfilerà dal portafogli di Harare. Chi invece si aspettava un presa di posizione forte da parte dell'Unione Africana (Ua), sarà rimasto deluso: dopo tre giorni di summit a Sharm el Sheikh, in Egitto, alla prima uscita ufficiale con il nuovo mandato presidenziale in tasca, Robert Mugabe torna a casa soddisfatto. La risoluzione dell'Ua è infatti interpretabile a suo favore, dato che i paesi membri hanno sì espresso preoccupazione per le critiche mosse dall'Occidente sullo svolgimento delle elezioni, ma non le hanno ritenute illegittime né hanno sanzionato il comportamento di Mugabe che è stato solo invitato a dialogare con l'opposizione e a formare un governo di unità nazionale. Poche le voci fuori dal coro, la più forte di tutte quella di Mompati Merafhe, vice presidente dello Botswana, che ha bollato il verdetto delle urne come non veritiero e non corrispondente alla volontà sovrana del popolo dello Zimbambwe. Chi potrà permetterselo, si accenderà un sigaretta aspettando la formazione del nuovo governo: 300.000.000 Z$, per una sigaretta, saranno ben spesi. 
Parole chiave: sessa, zwd, z$, unione africana, giesecke
Categoria: Diritti, Elezioni, Economia
Luogo: Zimbabwe