è stato un ingegnoso piano di intelligence che non sfigurerebbe in un film
hollywoodiano. Attraverso alcuni infiltrati nella guerriglia, l’esercito è
riuscito a far credere ai guerriglieri incaricati della custodia dei
sequestrati che Alfonso Cano, nuovo capo delle Farc, voleva riunire tutti i
prigionieri nel suo accampamento per poi realizzare uno scambio umanitario con
il governo.
Un gruppo di militari camuffati da guerriglieri è quindi arrivato con un
elicottero per trasportare i sequestrati e i due comandanti dell’accampamento:
Cesar e Enrique Gafas. Una volta nell’elicottero i militari hanno disarmato e
immobilizzato i guerriglieri, come la stessa Ingrid ha raccontato.
Il volto della sequestreta più famosa del mondo. Ingrid Betancourt che è atterrata ieri sera a Bogotà colpisce.
Magrissima, ma forte, coerente e diretta, con un sorriso brillante e gli occhi
umidi, ma vivi e curiosi. Una figura dirompente che sembra da oggi stesso aver
ripreso la campagna elettorale lasciata quasi 7 anni fa. In Colombia esiste una
storia fatta di uomini politici che arrivano all’apice della loro carriera dopo
un sequestro, per esempio l’ex presidente Pastrana o l’attuale vice presidente
Francisco Santos. La stessa Ingrid ha risposto con un “
chissà” alla domanda sul suo futuro politico e ha aggiunto che ora
lei ha un “
dottorato in Farc”.
Dall’operazione esce fortissimo il ministro della difesa
Juan Manuel Santos che dopo i colpi e le vittorie militari contro le Farc
aggiunge ora una operazione di altissimo livello, conclusa senza nessuno spargimento
di sangue, tanto da meritare
l’applauso anche di Human Rights Watch, che in passato non ha mai risparmiato
critiche al governo.
Ovviamente si rafforza ulteriormente la figura del presidente che si lancia con
piena forza verso un terzo mandato. Il clamore mediatico della liberazione di
Ingrid farà passare probabilmente in secondo piano scandali e problemi legali
del presidente.
Però Ingrid continua a riempire gli
schermi di tutto il mondo potrebbe essere una valida avversaria, dato che il
suo indice di popolarità è rimasto sempre molto alto durante tutta la sua
prigionia. Quindi paradossalmente la più grande vittoria del governo Uribe
potrebbe anche essere l’inizio della corsa alla presidenza della sua più
accreditata rivale.
La crisi della guerriglia. Le Farc ricevono invece l’ennesimo duro colpo e cominciano
la gestione di Alfonso Cano raggirati come principianti. Ingrid ha raccontato
in conferenza stampa che da qualche mese scarseggiavano le provviste
nell’accampamento, il cibo era sempre lo stesso e anche cose comuni come gli
stivali dovevano essere riparati alla buona, in quanto non ne arrivavano di
nuovi. Questo conferma una crisi nella logistica del gruppo guerrigliero più
antico e grande del mondo. I sequestrati liberati ieri erano stati catturati
10, 8 o 6 anni fa, quando la situazione era ben differente e la guerriglia stava inanellando una serie
impressionante di vittorie militari. Oggi il gruppo rivoluzionario pare in ritirata
di fronte ad una offensiva senza precedenti dello stato. Non ci sono dubbi che
una operazione come la
Jaque è stata
possibile solo grazie ad una meticolosa operazione di infiltrazione nel gruppo
guerrigliero e grazie al fatto che la guerriglia non ha più fiducia nei suoi
mezzi di comunicazione e si affida di nuovo ai corrieri umani.
L’esercito ha
approfittato di questa debolezza nelle comunicazioni per ingannare i
guerriglieri incaricati della custodia dei sequestrati.
La sveglia. Restano nella selva una trentina di prigionieri politici,
quasi tutti militari e oltre 700 che appartengono al cosiddetto gruppo dei
sequestri estorsivi. Ora che Ingrid è libera e i riflettori internazionali si
allontaneranno necessariamente il loro dramma rischia di essere dimenticato dal
mondo intero.
Marleny Orjuela direttrice di Asfamipaz, associazione delle
famiglie dei militari sequestrati, si è dichiarata molto felice per la
liberazione dei sequestrati, ma ha aggiunto: “Non saremmo tutti molto più
felici se si realizzasse un accordo umanitario tra lo stato e le Farc?”.
Alle 11, ormai notte fonda, il presidente si è finalmente
incontrato con i sequestrati e hanno partecipato insieme a una conferenza stampa.
Ingrid ha nuovamente raccontato la liberazione, ringraziato
il presidente e le forze armate, e in quel momento è stata interrotta da una
sveglia del suo orologio. Si è interrotta e commossa ha commentato: “Questa è
la sveglia che mettevo da sei anni per potermi svegliare e ascoltare il messaggio che mia
madre mi mandava tutti i giorni attraverso la radio.”