Già
da alcuni anni la Libia ha aperto le porte a molte società
straniere e ai grandi investimenti nel campo delle costruzioni, del
petrolio e nel turismo. Negli ultimi anni molte società
libiche stanno lavorando sodo per cercare di entrare in borsa e
concorrere nel mercato economico mondiale accanto alle già
affermate società internazionali. Tuttavia lo sviluppo della
società libica procede a passi piuttosto lenti. Rispetto ad
altri paesi arabi con regimi totalitari lunghi, nel paese si respira
un clima relativamente disteso, sarà per un certo benessere
economico di cui gode la popolazione.

La
Libia resta per molti aspetti un paese ancora molto tradizionale e
conservatore. Un conservatorismo voluto dall’alto sin dagli anni
Settanta in diversi campi dell’espressione culturale, manifestatosi
soprattutto nei confronti della lingua araba e della musica.
La
generazione di giovani degli anni Settanta, infatti, ha incontrato
molte difficoltà a condurre una vita normale nel paese. In
particolare molti artisti dell'epoca hanno fatto fatica ad affermare
le proprie idee artistiche innovative.
E'
il caso di Ahmed Fakroun, cantante e compositore nato a Bengasi e
considerato uno dei pionieri della musica araba moderna. Ha
collaborato con diversi artisti e produttori di fama mondiale.
Iniziatore di un nuovo genere nel panorama musicale arabo, la world
music, canta in arabo usando strumenti musicali occidentali. “La
world music rappresenta un nuovo modo di concepire la musica,
i suoni e le parole” racconta l’artista con il suo sguardo
profondo e rilassato dietro le lenti scure, in una bella giornata di
sole tripolina.
Ahmed
Fakroun può essere definito un vero e proprio “poeta della
musica”. Quando gli chiedo di parlarmi del suo esordio nella
musica, mi risponde “Non posso dire quando ho iniziato,
semplicemente chi nasce con questa passione deve seguire il suono che
ha dentro di sé”.
Affascinato
dal ritmo e dall’armonia del basso elettrico, ha iniziato da
adolescente suonando in alcune feste locali a Bengasi. “All’inizio
non avevo una band, perché non avevo gli strumenti, finché
poi il direttore di un grande albergo di Bengasi voleva fare una
festa e così ho trovato il modo per procurarmi gli strumenti
per la mia band. Gli ho proposto – tu mi fornisci gli strumenti e
io i musicisti! – e così poi ho cominciato ad avere una
piccola band”.

Nella
metà degli anni Settanta va a studiare in Inghilterra per
cinque anni e qui registra la sua prima canzone, nel 1974, dal titolo
Awedni (Promettimi), prodotta da Tommy Vance.
Awedni
diventa il suo primo singolo di successo che darà il titolo
anche al suo primo disco. Il primo disco registrato in lingua araba a
diffusione mondiale. Con questo successo ritorna nel suo paese, ma
presto è di nuovo in Europa, lavorando in Italia con
Ricordi
label (e' la prima volta che una societa' italiana collabora con
un cantante arabo), con la branch venezuelana della
Columbia
label, con
Polidor a Milano e con
Phonogram a
Parigi, dove resta per dodici anni senza mai tornare in Libia.
Ahmed
Fakroun ha girato molto sia in Europa che nel mondo arabo alla
continua ricerca di musicisti professionisti. Molto sensibile alle
problematiche sociali e politiche delle società arabe, nelle
sue canzoni ci sono molti riferimenti alla questione palestinese, ha
cantato per il Libano nella canzone intitolata Lubnan
(Libano). Gran parte delle sue canzoni contiene riferimenti al
proprio paese. Tra il 1978- 1979 scrive la musica di Ya Bladi
sulle parole della poesia di un poeta libico, Faraj al-Mudaba. Questa
canzone dedicata al proprio Paese rappresenta uno dei suoi più
grandi successi in Libia. Anche il suo ultimo album è dedicato
alla Libia, intitolato Sahra, dalla omonima canzone, contiene
suoni e ritmi dei Tuareg del deserto libico. “Ho scritto queste
canzoni dedicate al deserto senza esserci mai andato. Solo dopo aver
completato l’album sono partito, volevo verificare se il deserto
era davvero come lo avevo immaginato nelle mie canzoni”. Ahmed
Fakroun racconta delle sue esperienze in giro per il mondo, si
definisce un viaggiatore alla scoperta di nuovi suoni e nuove
ispirazioni per la sua musica. Tuttavia evita di parlare dei problemi
incontrati durante la sua carriera nel paese. Oggi vive a Tripoli con
la sua famiglia, conducendo una vita piuttosto semplice. Lo si vede
poco in giro, lavora molto ed ha tanti progetti per il futuro “vorrei
offrire la mia esperienza alle nuove generazioni. Sto pensando di
fondare una scuola di musica e fare concerti”.
I.A.