01/07/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



In Afghanistan i nostri soldati sono in guerra all’insaputa del popolo italiano. Lo scriviamo da un anno e mezzo: abbiamo riportato tutte le battaglie a cui hanno preso parte attiva le nostre truppe, abbiamo denunciato l’esistenza dell’operazione segreta di guerra ‘Sarissa’ che coinvolge le nostre forze speciali della Task Force 45. Ma il governo italiano ha sempre smentito, accusandoci di dire il falso.
Oggi finalmente il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, ha scoperto le carte: “I nostri militari combattono da un anno, ma sui giornali italiani non se ne parlava. Il governo Prodi ha tenuto giustamente questa informazione riservata. Lo avrei fatto anch’io al suo posto. Ora però possiamo confermare che i nostri militari hanno partecipato ad azioni anche di combattimento”, ha dichiarato il ministro da Kabul.
Un’ammissione fatta non certo per amore di verità, quanto per colpire l’immagine del governo di centrosinistra e per delegittimare ogni futura contestazione ‘pacifista’ da parte dell’attuale opposizione.
Un’ammissione che rende ufficiale, quindi non più eludibile, un fatto gravissimo: l’Italia è in guerra, in aperta violazione all’articolo 11 della nostra Costituzione che la ripudia “come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”. A qualcuno questo interessa ancora? 

Enrico Piovesana

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