27/01/2005versione stampabilestampainvia paginainvia



La ricca regione di Santa Cruz minaccia la secessione dal governo centrale boliviano
Il presidente della Repubblica Boliviana Carlos MesaDalla guerra del gas del 2004, causata dalla volontà governativa di privatizzare le riserve di gas naturali (che diedero il definitivo K.O. all’allora presidente Sanchez de Losada), alle proteste con richiesta di secessione degli ultimi giorni avvenuti a Santa Cruz, dovute al considerevole aumento da parte dello stato del prezzo dei carburanti, e forse alla volontà dei poteri forti di far cessare il governo del nuovo presidente Carlos Mesa.
 
Santa Cruz vuole la secessione. Dopo l’aumento del 23 per cento del prezzo dei combustibili, la regione di Santa Cruz, la più ricca dal punto di vista economico-industriale, minaccia la secessione dal governo centrale boliviano con manifestazioni, occupazioni di uffici statali e ogni genere di protesta.
Carlos Mesa, presidente della Repubblica di Bolivia, ha rivolto un appello per l’unità del Paese. Ad appoggiare le iniziative della presidenza della Repubblica, ci hanno pensato i dirigenti delle maggiori città boliviane: Potosì, Cochabamba, Sucre. Questo attestato di stima nei confronti del presidente ha convinto i manifestanti più radicali (poco più di duecento), a sospendere lo sciopero della fame che avevano fissato per protestare Una donna cocalera che manifestacontro questa decisione.
 
L’intervento parlamentare. “Quello di Carlos Mesa è il governo boliviano con lo stampo più sociale degli ultimi anni, purtroppo stare dalla parte del popolo vuol dire toccare gli interessi dell’oligarchia che ha sempre dominato gli imprenditori di Santa Cruz. Possiamo dire che la protesta iniziale è avvenuta per l’aumento del prezzo del diesel, ma Mesa ha promesso di abbassarlo (e così ha fatto) se fossero cessate le manifestazioni. Queste non si sono fermate a riprova del fatto che i poteri economici boliviani hanno la volontà di far cadere il governo Mesa.” Dice Mirko un cooperante italiano che da anni vive a Cochabamba. “Mesa sta veramente provando a impostare il paese, il governo e l’amministrazione pubblica in maniera onesta. Questo infastidisce i cosiddetti poteri forti”
Nel frattempo una commissione parlamentare ha trattato con i secessionisti di Santa Cruz. La commissione capeggiata da Mario Cossio, presidente della Camera dei Deputati, ha incontrato il sindaco di Santa Cruz, Hugo Molina, e il presidente del comitato civico per la secessione Ruben Costas, i quali hanno consegnato una scatola con circa cinquecentomila firme raccolte nelle ultime settimane a favore della definitiva separazione dal centralismo istituzionale di La Paz.
I due rappresentanti cruzegni, hanno chiesto al presidente della camere di far conoscere al più presto una data valida per il referendum sullo statuto del distretto, minacciando altrimenti la proclamazione della secessione per il giorno venerdì 28 gennaio.
 
Non solo carburanti. Pensare che le proteste boliviane riguardino solo l’aumento del Cocaleros prezzo dei carburanti è alquanto riduttivo. Un'altra protesta ha invaso nelle ultime due settimane le cronache dei quotidiani di La Paz. I cocaleros boliviani stanno manifestando con forza contro la costruzione di una base antidroga, chiamata La Rinconada, finanziata dagli Usa, nella regione dello Yungas, una regione dove le colture della pianta di coca danno da vivere a decine di migliaia di cocaleros.
Blocchi stradali, marce, tafferugli sono il risultato delle loro proteste.
I coltivatori hanno timore di essere entrati nel mirino dell’amministrazione statunitense e che la costruzione della base antidroga raffiguri l’inizio di un’azione più forte da parte degli Usa, che ha fatto dell’annientamento delle coltivazioni di coca in Bolivia e Colombia uno dei punti fondamentali della sua politica in America Latina.
Secondo i rappresentanti sindacali degli agricoltori, questa base militare metterebbe in serio pericolo i loro diritti e le loro coltivazioni, che tradizionalmente vengono utilizzate per uso personale come la preparazione di infusi e medicinali.
 

Alessandro Grandi

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