Robert Mugabe, da 28 anni a capo dello
Zimbabwe, ha vinto il ballottaggio svoltosì venerdì e
ieri ha prestato giuramento per il suo sesto mandato. La guida
dell'opposizione, Morgan Tsvangirai, si era imposto al primo turno ma
era stato costretto al ritiro dall'ondata di violenze lanciata contro
i suoi sostenitori dal regime. In meno di 48 ore la commissione
elettorale ha fornito il risultato del ballottaggio: che vede l'85,5
percento dei voti a favore di Mugabe, mentre al primo turno c'erano
volute cinque settimane per riconoscere la vittoria del Movimento per
il Cambiamento Democratico, Mdc. L'affluenza al voto, secondo gli
osservatori dell''Unione Africana è stata scarsa, e comunque,
sostengono, si sarebbe trattato di un'elezione falsata e illegittima.

La stessa Unione Africana dovrebbe
prendersi carico di una mediazione per evitare una guerra civile nel
paese, a cominciare dal vertice di oggi a Sharm el Sheik, in Egitto,
al quale parteciperà anche Mugabe. Alla vigilia del
ballottaggio Tsvangirai, ancora rifugiato nell'ambasciata olandese di
Harare per ragioni di sicurezza, aveva fatto sapere di non essere
disposto alla trattativa nel caso il ballottaggio-farsa si fosse
svolto. Gli scenari che ora si possono aprire per il paese sono
diversi, e non si esclude nemmeno l'invio di una forza di pace
internazionale, ipotesi condivisa dal premio Nobel per la Pace
Desmond Tutu e dal primo ministro keniano Raila Odinga. “L'esito
delle elezioni in Zimbabwe non riflette la vera volontà del
popolo, nè ha prodotto un risultato legittimo” ha affermato
da Tokyo il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon.