27/06/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



Vacilla la tregua tra governo e Milf. Il portavoce dei ribelli a PeaceReporter
Dopo un anno di tregua e mesi di inutili tentativi di riavviare un negoziato di pace, nei giorni scorsi i Marines dell’esercito filippino e i guerriglieri indipendentisti del Fronte Islamico di Liberazione Moro (Milf) sono tornati a combattersi. E’ accaduto a Maitum, nella provincia di Sarangani, sull’isola meridionale di Mindanao: una battaglia durata tutta la giornata, con il coinvolgimento di centinaia di uomini e l’impiego di lanciarazzi, artiglieria e aviazione. Alla fine, sul terreno sono rimasti quattro soldati e dieci ribelli. Centinaia di civili che abitavano nei villaggi della zona sono fuggiti.
 
Eid Kabalu“E’ l’effetto della frustrazione per lo stallo negoziale”. La frustrazione Contrariamente a quanto accaduto in occasione di altre battaglie scoppiate in passato, questa volta la dinamica dei fatti è stata subito chiara. All’alba di mercoledì i ribelli hanno ucciso un paramilitare, attirando in zona centinaia di soldati. Una sorta di trappola, insomma, scattata quando un blindato dei Marines è stato colpito da un razzo. “I comandanti locali del Milf hanno ammesso di aver agito di loro inziativa, non per ordine del nostro comando supremo – ha dichiarato a PeaceReporter il portavoce del Milf, Eid Kabalu. “Quello che è successo l’altro ieri e Sarangani è l’effetto della crescente frustrazione che si sta diffondendo tra i nostri comandanti locali a causa dello stallo negoziale deliberatamente provocato dal governo”.
 
MappaIl negoziato fermo da mesi per questioni procedurali. Le trattative tra Manila e il Milf, riprese in Malesia lo scorso dicembre, si sono arenate prima sull’estensione del territorio di cui i ribelli rivendicano l’indipendenza e sulle modalità di spartizione delle risorse naturali, per poi incagliarsi definitivamente sulla procedura legale da adottare per introdurre formalmente questi cambiamenti di assetto istituzionale: il governo presieduto da Gloria Arroyo sostiene che qualunque accordo dovrà comportare una modifica della Costituzione, quindi un referendum nazionale, che il Milf invece rifiuta. All’inizio della crisi, a gennaio, Ronaldo Puno, stretto collaboratore della Arroyo, aveva dichiarato: “Se il Milf non vuole il nostro accordo, se non vogliono rispettare la nostra Costituzione, allora lasciateci interrompere i negoziati e continuare la guerra”. 
 
Una guerra che in trent’anni ha ucciso 70mila persone. La frustrazione dilagante tra i comandanti del Milf e la ferma opposizione al negoziato dei vertici militari filippini rischiano di far riesplodere una guerra che in trent’anni ha provocato 70mila morti e centinaia di migliaia di profughi. La battaglia di Sarangani è stata un preoccupante campanello d’allarme.  

Enrico Piovesana

creditschi siamoscrivicicollaborasostienicipubblicità