28/06/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



Diario testimonianza di una giovane ragazza cecena che ha vissuto sulla propria pelle l’esperienza della guerra
Scritto per noi da
Martina Ambrosini 
 
“Ecco cos’è Grozny oggi, un caos di morti e di menzogne dove ombre umane lottano per sopravvivere”. Si presenta così “Ho danzato sulle rovine”, il libro di Milana Terloeva, giovane ragazza cecena originaria di Orechovo, un piccolo paesino a sud della capitale Grozny.Edito da Corbaccio, il libro, una sorta di diario-denuncia, descrive la situazione della provincia meridionale della Federazione Russa, dilaniata da una delle più sanguinose e silenziose guerre degli ultimi anni, quella che vede contrapposti l’esercito russo e le forze armate separatiste cecene.
“Questo libro non aspira a demolire la propaganda o a spiegare un conflitto vecchio di tre secoli. E’ la storia semplice di una ragazza” tiene a precisare l’autrice all’inizio del testo.

Le prime pagine riportano la descrizione del giorno in cui viene dato l’annuncio dell’imminente scoppio della guerra: siamo nel 1994, e l'autrice, allora quattordicenne, si trova a discutere dei preparativi per il tanto atteso ballo scolastico con le amiche nel cortile della scuola. L'impatto con quella che viene definita storicamente la "prima guerra cecena" è devastante: la sua normalità di ragazza viene immediatamente stravolta, e l'autrice si ritrova catapultata in un universo popolato da bombardamenti e violenze.Attraverso un linguaggio semplice e conciso, e grazie a precise note storiche e diverse fotografie, Milana illustra al lettore la realtà di un paese devastato dalla guerra, e descrive in modo dettagliato il clima di terrore in cui è stata costretta a trascorrere parte della sua adolescenza.
 
Il diario diventa così lo strumento inconsapevole attraverso cui Milana denuncia gli orrori e le tragedie in cui si trova direttamente o indirettamente coinvolta, sul quale riporta, oltre alle esperienze vissute in prima persona, le testimonianze di amici e di persone care, la "prigionia forzata" nelle cantine per sfuggire ai bombardamenti, le fughe improvvise e i numerosi amici scomparsi o arruolatisi nei movimenti di resistenza.Dopo una tregua, iniziata nel ’97, di circa due anni, in cui la speranza di pace sembra rivivere nei ceceni, nel 1999 si ripresenta un dejà-vu per Milana: come era accaduto nel '94, anche in questa occasione l'annuncio di una nuova guerra le giunge in un cortile scolastico, sebbene adesso si tratti di quello universitario.
Questa volta però la situazione è molto diversa: Milana è più matura, consapevole, sa cosa significa dover sprofondare nuovamente nelle atrocità della guerra.
 
Il diario si compone così nuovamente di orrori, uccisioni ma anche domande, alle quali spesso non è facile, se non impossibile, trovare risposta. Colpisce, sebbene la guerra torni ad incrociare la vita di Milana e dei ragazzi di Grozny, la voglia di normalità che anima i giovani, l'ostinazione con cui continuano a proseguire le lezioni accademiche nonostante i bombardamenti e le operazioni di rastrellamento.
Fortunatamente per Milana il destino ha in serbo una novità: la ragazza, grazie all'interessamento di un'associazione studentesca francese, riesce a proseguire gli studi all’estero.Automaticamente diventa portavoce della causa del proprio paese d'origine, convinta che molto si può e si deve fare per quella che ancora definisce "la sua Cecenia".
 
Categoria: Costume