stampa
invia
Una decisione non facile, che verrà presa sulla base delle informazioni di intelligence
disponibili e della legge ebraica. Se, come pare, Ehud Goldwasser e Eldad Regev
verranno dichiarati morti, significherà che la trattativa con Hezbollah è chiusa.
Nei giorni scorsi premier israeliano Olmert, impegnato in trattative diplomatiche
su molti fronti e destabilizzato dai recenti guai giudiziari, sembrava intenzionato
a dare il triste annuncio ma, forse anche su pressione delle famiglie dei due,
ha temporeggiato. I parenti degli ostaggi hanno infatti chiesto che la decisione
sulla sorte dei due sia votata dal parlamento. La moglie di Goldwasser, Karnit,
ha commentato: “abbiamo dovuto implorare i ministri per sostenere l'accordo e
alla fine abbiamo ricevuto la notizia che la decisione è nelle mani di un rabbino
militare. Questo è un giorno umiliante per Israele”.
Misteri irrisolti. Olmert sostiene di aver posticipato la decisione sull'accordo
di scambio di prigionieri, a causa delle pressioni dei servizi segreti, restii
a rilasciare il detenuto libanese Samir Kuntar, condannato a scontare 542 anni
di carcere in Israele, senza prima avere notizie certe su Ron Arad, aviatore israeliano
scomparso in Libano nel 1986. Israele dal canto suo mette sul tavolo della trattativa
anche informazioni sul destino di quattro diplomatici libanesi scomparsi nel 1982.
Secondo il quotidiano israeliano Haaretz, inoltre, la scorsa settimana il negoziatore
israeliano per i prigionieri, Ofer Dekel, aveva annunciato alle famiglie dei due
ostaggi l'imminente rilascio di alcune dozzine di prigionieri palesinesi, come
gesto di buona volontà per agevolare lo scambio.
In attesa della decisione del rabbino militare, il capo di Hezbollah, Hassan
Nasrallah, ha fatto sapere che, se anche i due venissero dichiarati morti, questo
non cambierebbe le condizioni poste dal partito di Dio per il loro rilascio. Lo
riporta il quotidiano libanese Al Akhbar, citando Ibrahim el Amin, un'analista
militare che ha contatti con il partito sciita libanese. El Amin sostiene che,
già sette mesi fa, Israele aveva tentato di ridimensionare le richieste di Hezbollah
in cambio di Goldwasser e Regev. Attraverso il mediatore tedesco Gerhard Konrad,
avrebbe minacciato di dichiarare morti in battaglia i due soldati, se Nasrallah
non avesse abbassato il tiro delle sue pretese. Stando alla fonte, Nasrallah avrebbe
risposto che “Olmert può fare ciò che vuole. A prescindere dal fatto che i soldati
vengano dichiarati morti o meno i negoziati ripartiranno, e a quel punto scoprirà
che le nostre richieste non sono cambiate”.Naoki Tomasini