Qassam su Sderot e Israele chiude i valichi. Hamas accusa Tel Aviv di non rispettare la tregua, sempre più a rischio
Secondo alcuni la tregua tra Hamas e
Israele, nella Striscia di Gaza, era morta prima ancora di nascere.
Lo stesso premier Olmert, appena entrato in vigore l'accordo mediato
dall'Egitto, aveva espresso perplessità riguardo alla tenuta
dell'intesa con Hamas. Non certo un buon viatico.
Razzi e valichi chiusi. Oggi la
situazione, se non proprio precipitata, volge al peggio. Ieri,
rivendicati dalla Jihad Islamica, sono piovuti due razzi Qassam sulla
cittadina israeliana di Sderot. La Jihad, che rispetto alla tregua
aveva fatto sapere di non sottoscriverla ma anche che non l'avrebbe
boicottata, ha dichiarato di aver reagito all'omicidio mirato,
avvenuto ieri, di due suoi miliziani in Cisgiordania. Il gruppo, pur
riconoscendo che la tregua riguardava solo Gaza, ha dichiarato di non
poter evitare di rispondere all'attacco dei militari israeliani.
Il governo israeliano ha reagito, e il
ministro della Difesa Ehud Barak ha ordinato la chiusura del valico
di Sufa, tra Israele e la Striscia di Gaza. Subito dopo la
riapertura, avvenuta giovedì scorso, almeno novanta camion al
giorno sono transitati dal valico carichi di generi di prima
necessità, dei quali la popolazione civile della Striscia ha
un disperato bisongo.
Sami Abu Zuhri, portavoce di Hamas, ha
replicato oggi rovesciando su Israele l'accusa di aver violato la
tregua e ha sollecitato pressioni internazionali su Tel Aviv affinché
vengano rispettate le intese. Abu Zuhri ha aggiunto che, oltre alla
chiusura del valico, soldati israeliani hanno aperto il fuoco nella
zona di Khan Yunes, a sud di Gaza, contro un gruppo di agricoltori
palestinesi, ferendone uno in modo grave. In Israele non confermano.
Ore di attesa. Per il premier
Ehud Olmert, ''quella di ieri è stata una violazione grave
della tregua''. Parole che, chiusura del valico a parte, non lasciano
presagire nulla di buono. La drammatica situazione del milione e
mezzo di persone che vivono ingabbiate nella Striscia di Gaza rischia
di deteriorarsi ancora, e qualcuno aveva paventato una reazione
armata di Hamas contro la Jihad Islamica, una sorta di lotta
intestina simile a quella che un anno e mezzo fa ha portato Hamas a
estromettere Fatah da Gaza. Halil al-Haya, dirigente di Hamas, ha
replicato subito che ''in nessun caso le forze di Hamas punteranno
mai le loro armi sui miliziani della Jihad islamica, per impedire
loro di sparare. Non intendiamo fare da guardiani a favore degli
israeliani''.
La situazione è molto tesa, con
la destra israeliana pronta a chiedere il 'pugno di ferro' al
governo. Non è chiaro cosa farà Olmert, rafforzato
dall'intesa raggiunta questa notte con Barak, che allontana lo
spettro delle elezioni anticipate. Come non è chiaro quale sia
la reale volontà di Hamas di arrivare a uno scontro con la
Jihad Islamica per mantenere una tregua della quale la popolazione di
Gaza ha un disperato bisogno.