25/06/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



Qassam su Sderot e Israele chiude i valichi. Hamas accusa Tel Aviv di non rispettare la tregua, sempre più a rischio
Secondo alcuni la tregua tra Hamas e Israele, nella Striscia di Gaza, era morta prima ancora di nascere. Lo stesso premier Olmert, appena entrato in vigore l'accordo mediato dall'Egitto, aveva espresso perplessità riguardo alla tenuta dell'intesa con Hamas. Non certo un buon viatico.

Razzi e valichi chiusi. Oggi la situazione, se non proprio precipitata, volge al peggio. Ieri, rivendicati dalla Jihad Islamica, sono piovuti due razzi Qassam sulla cittadina israeliana di Sderot. La Jihad, che rispetto alla tregua aveva fatto sapere di non sottoscriverla ma anche che non l'avrebbe boicottata, ha dichiarato di aver reagito all'omicidio mirato, avvenuto ieri, di due suoi miliziani in Cisgiordania. Il gruppo, pur riconoscendo che la tregua riguardava solo Gaza, ha dichiarato di non poter evitare di rispondere all'attacco dei militari israeliani.
Il governo israeliano ha reagito, e il ministro della Difesa Ehud Barak ha ordinato la chiusura del valico di Sufa, tra Israele e la Striscia di Gaza. Subito dopo la riapertura, avvenuta giovedì scorso, almeno novanta camion al giorno sono transitati dal valico carichi di generi di prima necessità, dei quali la popolazione civile della Striscia ha un disperato bisongo.
Sami Abu Zuhri, portavoce di Hamas, ha replicato oggi rovesciando su Israele l'accusa di aver violato la tregua e ha sollecitato pressioni internazionali su Tel Aviv affinché vengano rispettate le intese. Abu Zuhri ha aggiunto che, oltre alla chiusura del valico, soldati israeliani hanno aperto il fuoco nella zona di Khan Yunes, a sud di Gaza, contro un gruppo di agricoltori palestinesi, ferendone uno in modo grave. In Israele non confermano.

Ore di attesa. Per il premier Ehud Olmert, ''quella di ieri è stata una violazione grave della tregua''. Parole che, chiusura del valico a parte, non lasciano presagire nulla di buono. La drammatica situazione del milione e mezzo di persone che vivono ingabbiate nella Striscia di Gaza rischia di deteriorarsi ancora, e qualcuno aveva paventato una reazione armata di Hamas contro la Jihad Islamica, una sorta di lotta intestina simile a quella che un anno e mezzo fa ha portato Hamas a estromettere Fatah da Gaza. Halil al-Haya, dirigente di Hamas, ha replicato subito che ''in nessun caso le forze di Hamas punteranno mai le loro armi sui miliziani della Jihad islamica, per impedire loro di sparare. Non intendiamo fare da guardiani a favore degli israeliani''.
La situazione è molto tesa, con la destra israeliana pronta a chiedere il 'pugno di ferro' al governo. Non è chiaro cosa farà Olmert, rafforzato dall'intesa raggiunta questa notte con Barak, che allontana lo spettro delle elezioni anticipate. Come non è chiaro quale sia la reale volontà di Hamas di arrivare a uno scontro con la Jihad Islamica per mantenere una tregua della quale la popolazione di Gaza ha un disperato bisogno.

Christian Elia

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