25/06/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



Obama punta sul biocarburante per arrivare all'indipendenza energetica. Nonostante le critiche
Energie alternative, lotta al riscaldamento globale, eliminazione degli sprechi, e soprattutto indipendenza dalle lobby. In una parola: cambiamento, come recita il suo onnipresente slogan elettorale. Ma per quanto riguarda le proposte in questo campo, Barack Obama sta puntando decisamente su un elemento nuovo solo in parte: l'etanolo. Che, nella versione prodotta e consumata negli Stati Uniti, viene prodotto con il granturco ed è già stato criticato dal punto di vista morale ed economico. Da un un Bush amico dei petrolieri, gli Usa passeranno a un presidente Obama amico della lobby del bioetanolo?

I legami e le idee. Nella sua squadra di consiglieri in campo energetico, il candidato democratico alla Casa Bianca ha alcuni dirigenti legati a compagnie del settore del bioetanolo e già alcuni anni fa, quando fu eletto senatore dell'Illinois, fu sorpreso a volare più volte a prezzo ridotto a bordo di aerei aziendali: in due occasioni di proprietà della Archer Daniels Midland, il più grande produttore statunitense di di etanolo. Ma oltre ad avere legami che mettono in dubbio la sua conclamata indipendenza dalle lobby, Obama si è anche espresso diverse volte in favore del controverso carburante alternativo, perché ridurrebbe la dipendenza degli Usa dal petrolio mediorientale. “Puntare sull'etanolo favorisce in fondo la nostra sicurezza nazionale, perché ora spediamo miliardi di dollari ad alcune delle più ostili nazioni del pianeta”, disse lo scorso agosto presenziando all'inaugurazione di una nuova centrale di lavorazione dell'etanolo nell'Iowa.

Le critiche. Gli Stati Uniti sono il leader mondiale del bioetanolo: nel 2007 ne hanno prodotto 6,5 miliardi di galloni, contro i 5 miliardi del Brasile. Ma i due Paesi arrivano allo stesso carburante utilizzando due procedimenti diversi: gli Usa ottengono etanolo dal mais, il Brasile dalla canna da zucchero. Per quanto entrambe le produzioni ricevano sussidi statali per rimanere competitive sul mercato, è in particolare la varietà statunitense a essere oggetto di critica. Innanzitutto per la sua scarsa efficienza: l'etanolo da mais genera due unità scarse di energia per ogni unità usata nella produzione, mentre per la varietà da zucchero tale rapporto è di otto a uno. Anche la quantità d'acqua necessaria per produrre il biocarburante dal granturco è molto più alta rispetto all'altro. Inoltre, in un periodo in cui i prezzi dei cereali si sono impennati provocando proteste popolari in diversi Paesi in via di sviluppo, togliere granturco dal mercato alimentare per destinarlo a quello energetico è visto come immorale, oltre ad essere una delle concause dell'aumento verticale dei prezzi.
 
Fronte del no. “In materia di energia le proposte di Obama sono progressiste su molti punti”, spiega a PeaceReporter Steve Kretzmann, fondatore dell'organizzazione Oil Change International. “Ma sull'etanolo la sua è una posizione deludente. Non credo possa rappresentare il nucleo di una futura politica energetica, ma d'altronde è un processo graduale. Solo recentemente a Washington hanno iniziato ad accorgersi che l'etanolo non è la risposta”. Ma se c'è un cambiamento in atto, siamo appena agli inizi: il settore dell'etanolo derivato dal granturco riceve comunque 7 miliardi di dollari all'anno in sussidi federali, nonostante negli Usa si moltiplichino le opinioni contrarie. “Di fatto, quasi tutti negli Stati Uniti sono contro l'etanolo eccetto gli agricoltori, i politici, e i produttori del carburante. Tutti i principali giornali hanno preso una posizione contraria, che siano di destra, di sinistra, o di centro”, dice a PeaceReporter Mark Perry, professore di economia all'Università del Michigan.
 
Due visioni diverse. Sull'etanolo, Obama e il rivale John McCain sono su due sponde opposte. Il primo, che ha proposto una tassa sui profitti extra delle compagnie petrolifere derivanti dal rincaro del greggio, vuole mantenere i miliardari sussidi statali alla produzione di etanolo. Il candidato repubblicano propone invece di eliminarli, così come farebbe con la tariffa di 54 centesimi al gallone che viene applicata sulle importazioni di etanolo brasiliano, più economico da produrre. In compenso, McCain è a favore dei sussidi all'industria nucleare e vorrebbe costruire 45 nuove centrali per l'energia atomica. Da queste posizioni deriva anche il relativo sostegno elettorale nelle zone che più hanno beneficiato del boom del bioetanolo – la produzione statunitense è quadruplicata negli ultimi sette anni. Obama ha infatti iniziato la sua campagna trionfale proprio nell'Iowa, lo Stato che produce più granturco negli Usa, mentre proprio lì McCain arrivò solo quarto nei caucus repubblicani. Anche in Illinois, Nebraska, Indiana, Minnesota, che seguono l'Iowa nella classifica dei primi produttori, Obama rimane il favorito su McCain a novembre.
 

Alessandro Ursic

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