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"Le elezioni si faranno". Le forze di Mugabe, nei giorni scorsi, hanno assaltato il quartier generale
del Movement for Democratic Change (il partito guidato da Tsvangirai), rapendo
e picchiando decine di persone. Il leader del Mdc ha intanto annunciato che lascerà
l'ambasciata olandese entro domani. Il documento dell'organo decisionale delle
Nazioni Unite recita: "Il Consiglio di Sicurezza continuerà a monitorare da vicino
la situazione e richiede al Segretario generale di fare rapporto sugli sforzi
regionali e internazionali per risolvere la crisi". Anche se il testo, modificato
e 'ammorbidito' rispetto al documento originale, stilato dalla Gran Bretagna,
ha raccolto per la prima volta anche le adesioni di Sud Africa, Russia e cina,
non accoglie però l'invito del segretario generale Ban Ki-moon a rinviare le consultazioni.
"La data è stata fissata, le elezioni andranno avanti come vuole la nostra Costituzione",
ha detto Boniface Chidyausiku, l'ambasciatore dello Zimbabwe alle Nazioni Unite.
Arrestato cinque volte. Il governo di Mugabe, intanto, continua a mostrare la sua faccia tosta nel negare
che sia in atto una 'restrizione' alle attività dell'Mdc, per non parlare di torture,
omicidi mirati e trasferimenti forzati della popolazione che sostiene l'opposizione.
E' di poche ore fa la farneticante dichiarazione del capo della polizia dello
Zimbabwe, Augustine Chihuri, che ha dichiarato alla testata on-line AfricaNews
di aver appreso "con stupore e sconcerto la decisione di cercare rifugio nell'ambasciata
olandese. Si tratta di una mossa ben calcolata per infangare le elezioni e abbrutire
l'immagine dello Zimbabwe". In precedenza, il leader del Mdc, che ieri ha definitivamente
rinunciato a correre per il ballottaggio, era stato picchiato e arrestato cinque
volte.
Carestia. L'opposizione sostiene che almeno una novantina dei suoi sostenitori siano stati
uccisi finora, e 200 mila costretti dalle milizie dello Zanu-Pf, il partito di
Mugabe, a fuggire dalle loro case. L'Mdc ha vinto le elezioni presidenziali di
marzo, ma i voti di Tsvangirai non sarebbero stati sufficienti, secondo la commissione
elettorale dello Zimbabwe, per evitare il ballottaggio. Il Paese è sull'orlo del
collasso economico. Al tasso di cambio di ieri, trenta miliardi di dollari zimbabwesi
valevano un dollaro Usa. La produzione di mais ammonta a un decimo rispetto al
1990 e una drammatica penuria di cibo rischia di colpire almeno cinque milioni
di persone entro la fine dell'anno. In un Paese dove l'aspettativa di vita è di
34 anni per una donna e 37 per un uomo, e gli orfani sono 1,7 milioni.Luca Galassi
Parole chiave: luca galassi, mugabe, tsvangirai, elezioni, zimbabwe