Dopo la guerra sono arrivati in America Latina. Con appoggi eccellenti
La Costa Rica. Come nel caso della Costa Rica, dove ha vissuto indisturbato dal 1982 al 2003
Bohdan Kozyi (morto appunto nel 2003), un criminale nazista. Kozyi era accusato
di aver fatto parte del Comando Stanislaw, il reparto scelto della polizia ucraina
che appoggiava l’esercito nazista, e che si rese responsabile dell'omicidio di
almeno tre persone, tra cui una bimba di tre anni, tutte di origine ebrea. I tre
fatti sono tutti documentati da testimoni oculari.
Prima di ottenere la residenza costaricense, Kozyi aveva vissuto negli Stati
Uniti.
San Carlos de Bariloche, Argentina. Qui è arrivato Erich Priebke nel 1954 (anche se dal 1948 viveva in Sud America). Dopo essere stato uno dei
protagonisti più crudeli della storia del nazismo (implicato in diverse eccidi,
soprattutto nel massacro delle fosse ardeatine a Roma), è scappato con tutta la
famiglia in sud America. Il suo caso
è stato (ed è tutt'ora) al centro delle cronache. A San Carlos de Bariloche Priebke
divenne famoso, amato e stimato da tutta la popolazione del piccolo e meraviglioso
paesino che si trova alle pendici delle Ande argentine. Aveva aperto addirittura
un negozio, dove "teneva un ritratto di Hitler nel retrobottega, ma aveva i migliori
affettati di tutta la città" ricorda una concittadina.
Ma questo angolo di Argentina cela, fra le casette in stile tirolese, altri tremendi
segreti. Il mefistofelico dottor Mengele, conosciuto come l'Angelo della Morte di Auschwitz, ha vissuto qui prima della sua morte avvenuta in Brasile nel 1979.
Adolf Eichmann, il principale responsabile dello sterminio di milioni di ebrei europei, che
soleva ricordare "all'occorrenza salterò nella fossa ridendo perché la consapevolezza
di avere cinque milioni di ebrei sulla coscienza mi dà un senso di grande soddisfazione",
trascorreva a Bariloche lunghi periodi di vacanza.

Questo paesino era diventato una piccola Germania, un luogo tranquillo, dove
si diceva che il compleanno di Hitler veniva festeggiato con uniformi della Gestapo (la polizia segreta dello stato nazista), nelle case ben chiuse ed appartate
dei suoi fanatici collaboratori.
Guatemala. Questo è l’unico paese fuori dall’Europa che ha visto una parata militare nazista,
racconta il cooperante italiano Flavio Tannozzini.
In questa nazione si sono nascosti diversi capi nazisti. Ora sono rimasti i loro
eredi, ma pare con la stessa cattiveria razzista. Tannozzini è stato anche testimone
di un fatto a dir poco sconcertante. Ha assistito allo sgombero di una comunità
indigena da parte della polizia e ha raccolto dalla bocca di una donna questa
dichiarazione: “Ci vuole una dittatura di destra dalla mano dura, perché altrimenti
gli indios fanno quello che vogliono”. “La terra è degli indigeni” dice Tonnazzini,
“agli europei che vengono qui a costruirsi una piscina in mezzo alla giungla non
chiedono nemmeno il permesso di soggiorno. Sono sempre più convinto di trovarmi
di fronte ad un altro “errore” della storia”