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Il leader del partito di opposizione dello Zimbabwe, Morgan Tsvangirai, avrebbe comunicato oggi la possibilità di prendere in considerazione il proprio ritiro dal ballottaggio del 27 giugno contro il presidente Robert Mugabe. Le continue pressioni da parte del regime di Mugabe, culminate nei giorni scorsi con violenze a tutto campo ai danni dei membri del Movement for Democratic Change, hanno reso necessario un incontro urgente dei vertici del partito per decidere se prendere parte o meno a elezioni definite 'una farsa', e che potrebbero rischiare di far scivolare il Paese in una guerra civile.
Clima infuocato. Oltre una settantina gli omicidi politici perpretrati dai militari fedeli al
presidente nelle aree rurali controllate dal Mdc; il numero due del partito di
opposizione, Tendai Biti, in carcere da una settimana perchè accusato di tradimento,
di diffamazione e di aver 'minato il morale delle forze armate'; la moglie del
sindaco di Harare trovata ieri cadavere alla periferia della città; il divieto
di fare campagna elettorale alla televisione di Stato: è questo il clima che prelude
alla consultazione, un voto definito una 'farsa' da Nelson Chamisa, portavoce
dell'Mdc: "C'è una impressionante valanga di appelli e pressioni dai nostri supporter
in tutto il paese, e specialmente nelle aree rurali, per non partecipare a questa
farsa". Il ritiro dell'Mdc significherebbe la consegna definitiva del Paese all'uomo
che lo guida con pugno di ferro da 28 anni.
"La terra ai neri". Mugabe ha dichiarato oggi di voler rimanere al potere finchè tutte le terre
non saranno tornate ai neri. "Resterò presidente fino a quando tutte le terre
coltivabili dello Zimbabwe non saranno tornate di proprietà dei neri. "Quando
sarò certo che l'eredità della terra sarà veramente nelle nostre mani, allora
potrò dire: il lavoro è compiuto. La terra dovrà essere nostra prima che mi possa
ritirare", ha detto l'ottuagenario presidente in un raduno elettorale nel Matabeleland,
nell'ovest del Paese.
Nuove sanzioni. L'Unione Europea ha deciso che nuove sanzioni verranno imposte a quelle già
esistenti. Bruxelles ha diffuso una bozza di documento nel quale non sono specificate
le misure, che dovranno aggiungersi all'embargo sugli armamenti e ai divieti di
espatrio per Mugabe e le alte cariche dello Stato. Il documento prevede inoltre
che l'Unione Africana e la Comunità per lo sviluppo dell'Africa meridionale dovrebbero
'dislocare il prima possibile un numero significativo di osservatori elettorali,
assicurandone la loro presenza continuativa fino a che il processo elettorale
non si sarà concluso e i risultati ufficiali non saranno stati resi pubblici".
Luca Galassi
Parole chiave: luca galassi, zimbabwe, mugabe, tsvangirai