20/06/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



L'Unione Europea ''ha rischiato molto nel revocare le sanzioni diplomatiche contro l'isola, senza ricevere in cambio nessuna garanzia dal governo cubano''. Questa la posizione dei dissidenti cubani, tra cui Oscar Espinosa Chepe, uno dei settantacinque oppositori condannati a pene fino a ventotto anni di detenzione nel 2003, da tre ai domiciliari per motivi di salute.

Chepe ha dichiarato: ''Sono molto preoccupato per la mano estremamente generosa che è stata tesa al governo di Cuba, e anche molto pessimista sul futuro. Il settore più duro del governo può interpretare ciò come un avallo ai suoi atteggiamenti più intransigenti''. La Spagna in particolare, ha avvertito Chepe, ''va a prendersi una responsabilità molto grande, se il governo cubano non si muove e comincia a realizzare i cambiamenti''. Dello stesso parere Mirian Leiva, fondatrice delle 'donne in bianco', associazione che raggruppa le mogli dei settantacinque. ''L'Ue ha rischiato molto perché Raul Castro ha promesso molto ma non ha fatto nulla. Le decisioni che ha preso sono dei diversivi e i prezzi dei generi di prima necessità sono aumentati. Se il governo non inizia i cambiamenti, si potrebbe determinare una posizione molto pericolosa'', ha dichiarato la Levia. La Levia ha anche chiesto la liberazione dei cinquantacinque oppositori, dei settantacinque condannati nel 2003, che ancora sono in prigione.
Categoria: Diritti, Politica
Luogo: Cuba
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