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I manifestanti chiedevano a gran voce che gli Usa riconsegnassero alla giustizia
boliviana l'ex ministro della Difesa, Carlos Sanchez Barzain, accusato di essere
responsabile della morte di almeno 60 persone durante il suo mandato, e attualmente
negli Usa, dove gli è stato concesso asilo politico. Preoccupata, Washington ha
richiamato il suo ambasciatore, Philip Goldberg, per chiedere lumi sulla situazione
socio politica nin Bolivia.
Economia. Le nazionalizzazioni volute da Morales hanno contribuito non poco alla disgregazione
dei rapporti con gli Stati Uniti. Da decenni, infatti, le risorse del Paese erano
nelle mani delle grandi multinazionali Usa, che tutto d'un tratto hanno visto
il loro potere azzerarsi sotto i colpi delle nazionalizzazioni. “Talvolta quelle
di Morales sono posizione ideologiche. Secondo gli Usa prima dell'arrivo di Morales,
in Bolivia era in corso un processo di apertura economica a livello internazionale.
Quindi per loro, e non solo dal punto di vista economico e degli investimenti,
era un momento positivo. Nel periodo precedente a Evo, poi, l'adesione ai programmi
del Fmi e della Banca Mondiale da parte della Bolivia e la sua 'vicinanza' a Washington,
avevano contribuito all'abbattimento dell'inflazione nel Paese andino. Dal punto
di vista politico, inoltre, il fatto che La Paz abbia rotto anzi sarebbe meglio
dire interrotto, quello che gli Usa ritenevano un processo di sviluppo, è stata
una cosa molto negativa. Un'inversione di marcia”. Che agli Usa non è piaciuta.
Direttive Ue. Intanto, la direttiva sull'immigrazione firmata dal parlamento Europeo ha fatto
arrabbiare molto Morales che ha minacciato di imporre il visto ai cittadini Ue
in transito nel suo Paese. Non solo. La direttiva è stata definita (a dire la
verità da più parti in Sudamerica) “vergognosa”. “Ho l'impressione – ha scritto Morales in una lettera – che questa direttiva
indurisca in maniera drastica le condizioni di detenzione e di espulsione degli
immigrati senza documenti, indipendentemente dal loro tempo di permanenza nei
Paesi europei, dalla loro condizione lavorativa, dai loro legami familiari, dalla
loro volontà di integrazione e dal raggiungimento della stessa”. Gustavo Arteta
sulle reazioni di Morales ha le idee chiare: “Per me i discorsi di Morales sono
al momento solo delle minacce che non si possono realizzare”. Alessandro Grandi