23/06/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



L'Alta Corte riclassifica i cinesi come 'neri'
L'Alta Corte di Pretoria ha decretato che i sudafricani di origine cinese diventeranno 'neri'. Ciò che potrebbe suonare come una boutade è invece il risultato di una lunga battaglia condotta dalla comunità cinese per poter beneficiare delle stesse opportunità lavorative delle altre 'razze', secondo quanto prescritto dal Black Economic Empowerment (Bee).
 
Thabo Mbeki e Hu JintaoUguali opportunità. La legge fu emanata nel 1998 dal governo sudafricano per porre rimedio alle ineguaglianze dell'apartheid, dando a gruppi in precedenza svantaggiati (neri africani, razze miste, indiani) uguali opportunità economiche e sociali, prima fra tutte l'accesso al mondo del lavoro. Con la decisione del massimo tribunale sudafricano si chiude una campagna durata otto anni e guidata dell'Associazione cinese del sudafrica (Casa), che adesso può a buon diritto veder classificati i suoi membri come 'neri'. Prima del 1994, i cinesi sudafricani erano considerati come 'razza mista', ma nel Sudafrica del dopo-apartheid, il Bee non specificava se rientrassero nella categoria che poteva beneficiare della legge sulle razze svantaggiate.
 
Discriminati. La tesi della Casa era che i circa 200 mila cinesi residenti in Sudafrica fossero costantemente discriminati , e che i suoi membri spesso non riuscivano a ottenere contratti commerciali, partecipazioni azioniarie e promozioni lavorative proprio a causa del fatto che molti li consideravano 'bianchi'. In un caso, citato all'Alta Corte, una compagnia petrolifera ha impedito al suo staff cinese di prendere parte a una grande operazione di consolidamento economico. In un altro, un cittadino cinese non ha potuto acquistare azioni alla Borsa di Johannesburg.
 
Uno slum a PretoriaUtopia. Paradossalmente la legge, con un eccesso di garantismo, appare a molti ancor più discriminatoria del passato, in quanto contraddice i principi di uguaglianza che l'hanno ispirata. I cittadini che cercano lavoro, indipendentemente dalla loro origine, sono obbligati a compilare un modulo scegliendo tra quattro possibilità: identità africana, bianca, indiana o mista. Nonostante questo, il riequilibrio delle condizioni di vita tra la minoranza bianca e maggioranza nera è ancora un'utopia. Quattordici anni dopo l'apartheid, un sudafricano bianco guadagna il 450 percento in più di un suo connazionale nero.

Luca Galassi

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