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Uguali opportunità. La legge fu emanata nel 1998 dal governo sudafricano per porre rimedio alle
ineguaglianze dell'apartheid, dando a gruppi in precedenza svantaggiati (neri
africani, razze miste, indiani) uguali opportunità economiche e sociali, prima
fra tutte l'accesso al mondo del lavoro. Con la decisione del massimo tribunale
sudafricano si chiude una campagna durata otto anni e guidata dell'Associazione
cinese del sudafrica (Casa), che adesso può a buon diritto veder classificati
i suoi membri come 'neri'. Prima del 1994, i cinesi sudafricani erano considerati
come 'razza mista', ma nel Sudafrica del dopo-apartheid, il Bee non specificava
se rientrassero nella categoria che poteva beneficiare della legge sulle razze
svantaggiate.
Utopia. Paradossalmente la legge, con un eccesso di garantismo, appare a molti ancor
più discriminatoria del passato, in quanto contraddice i principi di uguaglianza
che l'hanno ispirata. I cittadini che cercano lavoro, indipendentemente dalla
loro origine, sono obbligati a compilare un modulo scegliendo tra quattro possibilità:
identità africana, bianca, indiana o mista. Nonostante questo, il riequilibrio
delle condizioni di vita tra la minoranza bianca e maggioranza nera è ancora un'utopia.
Quattordici anni dopo l'apartheid, un sudafricano bianco guadagna il 450 percento
in più di un suo connazionale nero.Luca Galassi