Un tribunale olandese sta esaminando la possibilità di chiamare in giudizio l'Onu
e il governo olandese che non riuscirono a evitare il massacro di migliaia di
bosniaci musulmani a Srebrenica. Ad avanzare la richiesta, i circa seimila parenti
delle vittime che cercano di dimostrare come Onu e soldati olandesi, che erano
a presidio della zona, non hanno fatto nulla per evitare il massacro di oltre
8.000 musulmani uccisi tutti nell'arco di una sola settimana. L'Onu aveva dichiarato
la zona di Srebrenica come sicura e a difesa dell'enclave erano stati mandati
450 soldati dei Paesi Bassi. L'Onu ha fermamente rifiutato di essere parte in
causa nel processo, appellandosi all'immunità. Posizione che il governo olandese
ha pienamente condiviso.

L'avvocato di Stato olandese, Bert-Jan Houtzagers, ritiene che l'Onu dovrebbe
operare senza la minaccia di un processo penale: "Gli unici responsabili del massacro
sono i serbo-bosniaci e in special misura il generale Ratko Mladic. Lui è un criminale
di guerra" ha affermato l'avvocato. Mladic comandava le truppe che assediarono,
conquistarono e compirono i massacri a Srebrenica. E' stato incriminato, ma è
ancora latitante. Di rimando, Axel Hagerdon, avvocato dei parenti delle vittime
che hanno intrapreso questa azione collettiva, critica la posizione di totale
immunità da parte dell'Onu: "E' inaccettabile un'immunità senza alcun limite ed
è disdicevole tanto per l'operato quanto per la credibilità dell'Onu. Essere immuni
non vuol dire essere al di sopra della legge". Sebbene siano stati intentati altri
processi del genere, questo è di rilievo assoluto: migliaia di persone hanno aderito
all'azione e tra queste anche il gruppo delle "Madri di Srebrenica". Adesso i
giudici olandesi, del distretto dell'Aja, devono decidere se l'Onu possa essere
ritenuto responsabile della tragedia secondo le leggi olandesi o internazionali.
Nello stesso momento dovranno decidere anche se citare in giudizio il governo
olandese. Molti Paesi guardano con interesse alla decisione che verrà presa dal
tribunale olandese, decisione che potrebbe rendere più prudenti i governi nell'inviare
le truppe in operazioni di peace-keeping. Nel 2002 l'intero governo fu costretto
alle dimissioni dopo la pubblicazione di un rapporto che biasimava i politici
per aver mandato i propri soldati in una missione impossibile.