Durissime reazioni all'ipotesi del presidente afghano che vuole mandare i suoi militari in Pakistan
Bush spinge, vorrebbe riuscire ad ammanettare Osama Bin Laden prima della scadenza
del mandato. Un modo, forse l'unico, per dimostrare al mondo che la sua guerra
al terrore (che ha causato migliaia di vittime civili e ha fatto ingrossare le
fila dell'islamismo armato e antioccidentale) aveva un senso.
Manda avanti il fidato presidente afghano Karzai, già consulente della Unocal
e della Cia, che domenica scorsa ha dichiarato di voler mandare il suo esercito
ad inseguire i talebani fin dentro al Pakistan.

"Abbiamo visto la conferenza stampa del presidente Karzai in televisione", ha
commentato il portavoce del ministero degli esteri pakistano Mohammad Sadiq. Speriamo
che non sia l'ennesimo scaricabarile afgano".
"Le uniche truppe che possono calpestare il suolo del nostro Paese - fanno sapere
dal governo di Islamabad - sono quelle pakistane. Il controllo delle frontiere
è compito degli eserciti dei rispettivi paesi. Dal lato afgano, l'esercito nazionale,
l'Isaf e l'esercito statunitense possono fare ciò che vogliono per contrastare
i talebani, ma gli unici a poter intervenire dalla nostra parte del confine sono
i militari pachistani. Ogni decisione che violi il principio basilare della sovranità
nazionale non aiuterà nella guerra al terrorismo e, anzi, sarà controproducente".

Il portavoce del Tehrik-e-Taliban Pakistan, movimento talebano pachistano, Maulvi
Umar, ha dichiarato che "Karzai sta cercando di distogliere l'attenzione dal fallimento
del suo governo. Karzai è terrorizzato - ha aggiunto Umar - dal fatto di non riuscire
a controllare il suo Paese. Non ci faremo certo intimidire dalle sue minacce.
Centinaia di migliaia di mujahiddeen sono pronti a difendere i confini pachistani
e le zone tribali del Paese.. Gli aggressori troverebbero una risposta durissima
ad un eventuale attacco".

Anche il primo ministro pakistano risponde a Karzai per le rime. "Noi non interferiamo
negli affari interni di altri Paesi - ha detto Yusuf Raza Gilani - e non tollereremo
ingenrenze esterne sul nostro territorio".
Ancora più duri i commenti sulla stampa pachistana: "E' la prima volta che Karzai
minaccia di mandare i suoi soldati nel nostro Paese - scrive ad esempio Rahimullah
Yusufzai sul quotidiano The International News - Prima, Karzai supplicava le forze
della Nato e degli Stati Uniti perché agissero contro le basi dei militanti talebani
in Pakistan, che a suo giudizio erano le più attive e pericolose. Chiedeva addirittura
che la Nato e l'esercito statunitense attaccassero i Talebani in Pakistan anziché
in Afghanistan. E' forte la sensazione che il presidente Karzai stesse parlando
a nome degli Stati Uniti, che ultimamente hanno molto aumentato la pressione sul
Pakistan opponendosi agli relativi accordi di pace con i militanti dei Talibani
e lanciando attacchi aerei nelle zone tribali al confine con l'Afghanistan, che
ultimamente hanno causato la morte di molti civili e anche di militari pachistani".
"L'esercito pakistano non ha mai attraversato la linea Durand durante la lunghissima
guerra afgana. Lo stesso principio deve valere per l'esercito afgano oggi", aggiunge
Rahimullah Yusufzai. "L'attraversamento del confine da parte delle truppe regolari
afgane complicherebbe la situazione, e darebbe il via alle ostilità tra due paesi
che già oggi hanno relazioni difficili. È un'altra dimostrazione che gli sforzi
del governo afgano non hanno portato risultati. E che gli eserciti che combattono i talebani, da quello degli Stati Uniti alle
forze Nato a quelli dall'Afghanistan e del Pakistan, stanno pericolosamente sottovalutando
la resistenza dei talebani".
Come dimostrano le recenti vittorie riportate sul
campo, dalla fuga in massa dalla prigione di Kandahar all'attentato, riuscito,
contro il generale dell'esercito nazionale afgano Toorjun.