16/06/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



Il premier Olmert sempre più in difficoltà, ma i suoi avversari non stanno meglio
scritto per noi da
Dan Rabà
 
Lo Stallo negli scacchi è la posizione in cui il Re non può muovere altrimenti viene mangiato. Nella posizione in cui si trova, non può essere catturato, ma ad ogni sua possibile mossa "cade" si trova in scacco e perde la partita.
 
il premier israeliano olmertDi solito il giocatore che è in grande svantaggio, perfino solo col Re contro un avversario che dispone di più pezzi, cerca lo Stallo che è considerato come pareggio. Questa è la situazione del primo ministro Olmert (il Re) che ora ha un potere notevole (potrebbe perfino dichiarare un'altra Guerra o fare una Pace con la Siria per esempio) ma alla prima mossa è probabile crolli insieme al suo partito Kadima (partito nuovo e non ancora stabile dal punto di vista elettorale). Alle già gravi accuse che hanno generato quattro inchieste a suo carico, tra questioni di corruzione e di interessi privati in affari pubblici, si è aggiunta una nuova inchiesta basata sulle rivelazioni di un miliardario americano che avrebbe passato soldi in contanti direttamente in mano al primo ministro. In realtà che Olmert abbia preso soldi direttamente è già dimostrato, i giudici devono valutare se è corruzione e cosa Olmert avrebbe dato in cambio. Per l'opinione pubblica il dato che Olmert lavori per fare i soldi e godere la bella vita e non per un qualche ideale politico è chiaro e i sondaggi sulla sua popolarità sono a zero.

euhd barakMa oltre il danno la beffa, Olmert non si vuol dimettere e continua a governare la cosa pubblica, compreso questioni tipo il costo de pane, della benzina, le questioni che riguardano le pensioni. Che una persona che intasca liberamente soldi altrui decida il bilancio delle famiglie è una cosa che lo rende insopportabile alla popolazione che ancora non perdona la gestione leggera dell'ultima guerra.
Ma perchè Olmert non cade? L'opinione diffusa è che con nuove elezioni il partito Kadima si dissolva, o si riduca dastricamente con una fuga di voti verso il Likud di Netanyahu o alle destre più guerrafondaie. Nessuno pensa che ci sia una possibilità che una percentuale qualsiasi possa andare a sinistra. Il Partito Laborista (Havoda'-Lavoro) continua ad essere minato al suo interno da rivalità personali , politiche e militari, molti dirigenti di rilievo sono ex generali. Da pochi giorni si è dimesso da deputato Ephraim Snè, che era viceministro alla Difesa. Sne' è il figlio di Moscè Snè, che fu per anni segretario del partito comunista israeliano nel quale convivevano arabi ed ebrei. Ephraim non era un dirigente carismatico, ma un esperto molto serio della questione militare ed era un pacifista all'israeliana: Pace e Sicurezza insieme (per I due popoli).

tizpi livni, ministro degli esteri israelianoAnche questa uscita, indebolisce il partito già logorato da tanti contrasti. Si può dire che i militari nella politica e nella Havodà non sanno lavorare come gruppo, nell'esercito infatti si discute democraticamente, ma il superiore decide da solo. Barak è la dimostrazione di questo facile postulato: lavora sostanzialmente da solo, di notte, segretamente e poi compare la mattina disfatto e confuso. Come quando ha annunciato la sua decisione di votare per le elezioni anticipate.
La sua dichiarazione e' stata ripetuta più volte alla televisione per deriderlo, I giornalisti facevano commenti Sulla sua stanchezza e sul suo non trovare le parole.
La più evidente di queste uscite è stata quando ha detto: "Ho deciso…abbiamo deciso,di associarci…anzi farci carico….dello sgombero del Parlamento''. Sgombero invece di scioglimento. La parola pinui, sgombero, è stata usata al tempo dello sgombero dei coloni, è una parola molto 'pesante' in Israele. La verità è che Barak e il partito non vogliono le elezioni perché vanno a perderle (secondo i sondaggi). E ora Barak deve trovare il modo di uscire dal pasticcio. Quello che vuole la maggioranza è che Olmert si dimetta e Tzipi Livni, la sua vice ne prenda il posto, così da evitare le elezioni. Ma Olmert è un forte rivale della Livni, che fu l'unica a dichiarare che doveva dimettersi dopo la guerra. Ci sono anche le questioni militari al sud, i rapporti con Hamas, la liberazione del soldato Ghilad Shalit prigioniero (o rapito?) a Gaza e le questioni riguardo il nord, la pace con Siria e la liberazione dei due soldati prigionieri in Libano ( o rapiti e forse già morti?). Tante questioni ancora aperte, in uno scenario complesso.
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