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Tradimento. Il numero due del partito di opposizione, Tendai Biti, verrà formalmente incriminato
di 'tradimento' . Arrestato anch'egli, all'aeroporto di Harare, di ritorno dall'esilio
volontario in Sudafrica, è stato accusato di aver pubblicato un 'documento per
una strategia di transizione poco prima dei risultati del 29 marzo scorso' e per
aver proclamato la vittoria dell'Mdc quando i risultati non erano ancora stati
resi noti. Biti ha trascorso la notte in carcere, senza che i suoi legali abbiano
ancora avuto la possibilità di visitarlo.
I veterani si fanno avanti. Ieri la Bbc ha rivelato l'esistenza di documenti che provano come l'esercito
stia orchestrando la campagna di Mugabe a colpi di intimidazioni, violenze, repressioni,
omicidi. Dal marzo scorso, 60 persone sono state uccise, migliaia sono state oggetto
di violenze fisiche e molte altre sfollate dalle proprie case, specialmente nelle
zone rurali, dove più forte è il sostegno al Movement for Democratic Change. E'
di oggi, invece, la notizia che i veterani della guerra d'indipendenza (combattuta
contro gli inglesi, che hanno lasciato il Paese nel 1980) sono pronti a mobilitarsi
per evitare che il Mdc vinca il ballottaggio. Secondo quanto riporta il quotidiano
zimbabwese 'Herald', Mugabe avrebbe ricevuto una loro visita nel suo ufficio.
"Il Paese è stato conquistato con il fucile - gli avrebbero detto -, dovremmo
consegnarlo dopo solo un colpo di penna (riferendosi al voto, ndr)?". Mugabe,
che ha riferito di aver 'declinato' l'offerta, ha detto che una vittoria del Mdc
darebbe il Paese "in mano ai nostri ex oppressori, i bianchi".
Aree rurali a rischio. Si aggrava intanto l'emergenza umanitaria nel Paese, dove, secondo il World
Food Programme, 600 mila persone necessitano con urgenza di aiuti alimentari.
La scarsità dei raccolti di cereali come mais e grano, persistenti siccità, un
tessuto agroindustriale obsoleto o malfunzionante, l'inflazione al 100 mila per
cento, la disoccupazione all'80 percento, hanno reso milioni di persone dipendenti
dalle agenzie internazionali, le cui attività sono state sospese dal governo.
Larghe parti delle campagne sono diventate inaccessibili ai media, così come al
Wfp e alle ong straniere operanti in Zimbabwe (Save the Children, Care International,
Christian Aid, UsAid), tutte accusate di fare propaganda politica per il Movement
of Democratic Change.Luca Galassi
Parole chiave: zimbabwe, luca galassi, tsvangirai