13/06/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



I veterani a Mugabe: pronti a prendere le armi
Continua a salire la tensione in Zimbabwe a quindici giorni dal ballottaggio che vedrà fronteggiarsi il presidente Robert Mugabe, al potere da 28 anni, e il candidato dell'opposizione Morgan Tsvangirai del Movement for Democratic Change. Quest'ultimo è stato rilasciato oggi dopo l'ennesimo arresto mentre viaggiava assieme al convoglio della sua campagna elettorale.
 
Sostenitori del MdcTradimento. Il numero due del partito di opposizione, Tendai Biti, verrà formalmente incriminato di 'tradimento' . Arrestato anch'egli, all'aeroporto di Harare, di ritorno dall'esilio volontario in Sudafrica, è stato accusato di aver pubblicato un 'documento per una strategia di transizione poco prima dei risultati del 29 marzo scorso' e per aver proclamato la vittoria dell'Mdc quando i risultati non erano ancora stati resi noti. Biti ha trascorso la notte in carcere, senza che i suoi legali abbiano ancora avuto la possibilità di visitarlo.
 
Campagna a senso unicoI veterani si fanno avanti. Ieri la Bbc ha rivelato l'esistenza di documenti che provano come l'esercito stia orchestrando la campagna di Mugabe a colpi di intimidazioni, violenze, repressioni, omicidi. Dal marzo scorso, 60 persone sono state uccise, migliaia sono state oggetto di violenze fisiche e molte altre sfollate dalle proprie case, specialmente nelle zone rurali, dove più forte è il sostegno al Movement for Democratic Change. E' di oggi, invece, la notizia che i veterani della guerra d'indipendenza (combattuta contro gli inglesi, che hanno lasciato il Paese nel 1980) sono pronti a mobilitarsi per evitare che il Mdc vinca il ballottaggio. Secondo quanto riporta il quotidiano zimbabwese 'Herald', Mugabe avrebbe ricevuto una loro visita nel suo ufficio. "Il Paese è stato conquistato con il fucile - gli avrebbero detto -, dovremmo consegnarlo dopo solo un colpo di penna (riferendosi al voto, ndr)?". Mugabe, che ha riferito di aver 'declinato' l'offerta, ha detto che una vittoria del Mdc darebbe il Paese "in mano ai nostri ex oppressori, i bianchi".
 
Inflazione alle stelleAree rurali a rischio. Si aggrava intanto l'emergenza umanitaria nel Paese, dove, secondo il World Food Programme, 600 mila persone necessitano con urgenza di aiuti alimentari. La scarsità dei raccolti di cereali come mais e grano, persistenti siccità, un tessuto agroindustriale obsoleto o malfunzionante, l'inflazione al 100 mila per cento, la disoccupazione all'80 percento, hanno reso milioni di persone dipendenti dalle agenzie internazionali, le cui attività sono state sospese dal governo. Larghe parti delle campagne sono diventate inaccessibili ai media, così come al Wfp e alle ong straniere operanti in Zimbabwe (Save the Children, Care International, Christian Aid, UsAid), tutte accusate di fare propaganda politica per il Movement of Democratic Change.
 
Appello a libere elezioni. Gli appelli della comunità internazionale continuano a moltiplicarsi. Gli Stati Uniti reclamano un intervento del Consiglio di Sicurezza dell'Onu, "per impedire un ulteriore deterioramento della situazione umanitaria e di sicurezza nella regione". Una quarantina, tra i leader più autorevoli del continente (inclusi Kofi Annan e Desmond Tutu) hanno pubblicato una lettera aperta nella quale chiedono che le elezioni si svolgano in un clima "equo e libero".

Luca Galassi

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