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I fatti. Stando a quanto dichiarato da più parti questa legge avrebbe costretto la popolazione
e sottomettersi alla volontà dei servizi d'intelligence dello Stato: tutti avrebbero
dovuto controllare tutto e riferire a chi di dovere. Insomma, una vera e propria
legge “spia”.
Il leader si difende? Sembra proprio che il leader bolivariano ultimamente si sia messo sulla difensiva.
E' vero che anche lui è a conoscenza della fiducia in calo da parte della popolazione
nei suoi confronti ma le ultime dichiarazioni sulla guerriglia colombiana e la
marcia indietro sulla "Ley" sembrano davvero mostrare un lato del presidente che
non si conosceva. E le organizzazioni non governative fanno festa. “E' una vittoria
della popolazione” ha detto Alfredo Romero, membro dell'Ong Foro Penal Venezoelano.
“La marcia indietro è la prova che quando la cittadinanza prende coscienza delle
conseguenze che possono arrivare e protesta contro ciò che può attaccare i suoi
diritti fondamentali le cose funzionano” ha aggiunto Romero.
I mea culpa. Se il presidente ha fatto marcia indietro, anche i membri del Psuv (partido socialista
unido de Venezuela) non si tirano indietro. Poco prima che la notizia dell'abrogazione
della legge fosse resa pubblica, Alberto Rojas, vicepresidente del partito, ha
fatto ammenda e ha riconosciuto che all'interno della prima stesura non erano
state valutate le richieste dell'opposizione e fu fatta passare come un decreto
legge all'interno dei poteri che la Ley Habilitante conferisce al presidente.
Nel frattempo sarà studiata una nuova legge. Ma nelle ultime due settimane il
presidente Chavez ha assunto un aspetto più umano.Alessandro Grandi