10/06/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



Venezuela, arrestato in Colombia un militare di Chavez: trasportava 40mila munizioni per Kalasnikov forse destinate alle Farc
Un nuovo capitolo potrebbe allungare il libro delle polemiche e della crisi in atto fra Colombia e Venezuela.

I fatti. Lo spunto nasce dall'arresto di un cittadino venezuelano in territorio colombiano. Si tratta di Manuel Agudo Escalona, fermato e incarcerato venerdì scorso dalle autorità di Bogotà nella zona a cavallo fra Guainia e Vichada, nel sul della Colombia, perché trovato in possesso, insieme a un altro cittadino venezuelano e a un colombiano, di 40mila munizioni per Kalasnikov, probabilmente destinate alla vendita alla guerriglia colombiana delle Farc. Il ministero dell'Interno e della Giustizia di Caracas ha confermato: Escalona è cittadino venezuelano e fa parte dell'esercito con il grado di sergente. E il caso si complica. Che ci faceva un soldato venezuelano in Colombia con 40 mila cartucce per le Farc? Al momento non è dato sapere. Si sa, però, che il militare in questione si dichiara innocente e vittima di un complotto. Inoltre, sembra che Escalona non sapesse dell'esistenza delle munizioni all'interno della barchetta che lo ospitava e sulla quale è stato arrestato.

Smentite. Se il ministro dell'interno di CaracAs conferma l'identità del cittadino venezuelano, l'esercito è di tutt'altra opinione. Il comandante generale della Guardia Nacional Bolivariana, Fredys Carrion, ha fatto sapere che Escalona “non fa parte della componente delle Forze Armate Nazionali”. Carrion, inoltre, aggiunge: “ Quando siamo stati informati dei fatti, ci siamo messi in moto e abbiamo indagato. Possiamo per questo motivo confermare che non esiste un effettivo e nemmeno un congedato che corrisponde al nome di Manuel Agudio Escalona”. E il mistero diventa sempre più fitto.

Scaramucce. Comunque sia da qualche giorno a questa parte sembra che le Farc siano state abbandonate anche da uno dei loro più grandi sostenitori, il presidente Hugo Chavez. Durante il suo abituale programma domenicale “Alò Presidente”, Chavez ha detto che la guerriglia ormai “è passata alla storia” chiedendo alle farc la “liberazione di tutti i sequestrati ancora nelle loro mani”. Mossa che avrebbe spiazzato non solo i fedelissimi delle Farc ma anche le alte sfere della politica colombiana che, nelle parole di Chavez vedrebbero sfumare la possibilità di attaccare il leader venezuelano e additarlo come supporter del gruppo guerrigliero. Da anni, infatti, da Bogotà giungono accuse a Caracas su supposti casi di complicità fra Chavez e i guerriglieri filo maerxisti da oltre 40 anni in lotta con il governo centrale.

Alessandro Grandi

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